Calzaturiero della Riviera del Brenta, è scontro tra lavoratori e aziende sul premio di distretto
«Nel settore calzaturiero ci sono ricavi a due cifre per le imprese e dall’altro invece non si vuole discutere di pagare il premio di produzione di distretto ai lavoratori».
A denunciarlo sono i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil che annunciano in risposta anche la mobilitazione con l’indizione di assemblee fra i lavoratori. I sindacati sono pronti allo stato di agitazione e se necessario arrivare fino allo sciopero.
«Nelle scorse settimane», spiegano le segreterie regionali dei tre sindacati confederali, «la Regione ha presentato i dati occupazionali dei primi 6 mesi del 2023 nel settore calzaturiero della Riviera. Nel 2023 il distretto calzaturiero della Riviera ha recuperato e superato i valori ante Covid del 2019. Da tempo come sindacato insistiamo nel ripristinare le buone pratiche industriali e ridiscutere il premio di produzione. Su questa questione abbiamo chiesto a Confindustria un incontro, ma Confindustria non ha fissato alcuna data, segno che si vuole evitare qualsiasi discussione».
I sindacati ricordano che nemmeno la loro proposta presentata e cioè un progetto di rilancio del settore calzaturiero della Riviera è stata presa in considerazione e che anzi invece è rimasta lettera morta. Non prendere in considerazione il sistema di contrattazione di distretto, significa di fatto cancellare quel sistema virtuoso di relazioni che avevano fatto la ricchezza del distretto della calzatura della Riviera. Da qui l’esortazione dei sindacati.
«È ora di dire basta», spiegano, «è ora di riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici il giusto compenso dopo che per un intero anno nel 2022 le aziende della Riviera del Brenta hanno fatto ricavi a doppia cifra. Va riaperto il confronto sul premio di distretto politiche industriale a maggior ragione ora che l’inflazione erode i salari».
Da qui annunciano i sindacati scatta la mobilitazione. «Metteremo in campo tutte quelle iniziative necessarie per poter portare Confindustria al tavolo delle trattative».
Per tutto il mese di luglio, si susseguiranno così nelle fabbriche assemblee alle quali seguirà con ogni probabilità l’indizione dello stato di agitazione.
