San Donà, Ie opere di street art saranno cancellate: infuria la polemica
Street art o muri imbrattati? Il confine fa discutere. A San Donà la questione è appena iniziata e potrebbe preludere a una generale pulizia di murales e disegni nelle gallerie.
Ora la nuova amministrazione comunale al governo della città taglia corto e si prepara a “imbiancare” i muri coperti di scritte e disegni, opera di scout, gruppi giovanili, artisti di strada, che la precedente giunta aveva reclutato per colorare la città e il centro allo scopo di liberare nuovi messaggi delle formazioni giovanili e avanguardie artistiche. Opere che hanno interessato soprattutto il parco Agorà, le galleria Vidussi e Bimbi, anche la scuola Ippolito Nievo.
[[ge:gnn:nuovavenezia:12935401]]
La nuova linea
Il presidente del consiglio comunale, Massimiliano Rizzello, con il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio, Giuseppe Muzzupappa, hanno anticipato la nuova linea della giunta. «Non possiamo accettare di vedere sotto il municipio», spiegano all’unisono, «disegni e scritte che inneggiano addirittura a scrivere sui muri. Questa non è arte, oltretutto sotto il palazzo municipale e davanti alla sede distaccata della Polizia locale. E, infatti, le conseguenze si vedono, con altre scritte di writer e imbrattatori che hanno trovato la via libera ai loro sfoghi. Accanto a quelle che vengono considerate opere d’arte, ma non da noi, ci sono scritte con il pennarello e lo spray che si sono aggiunte anche su edifici pubblici. Inizieremo da qui, poi vedremo altre scritte che non vanno bene nelle gallerie immerse nel degrado».
[[ge:gnn:nuovavenezia:12935403]]
L’opposizione
In consiglio comunale, Francesca Zottis del Pd all’opposizione è incredula. «Se fosse vero che l’attuale amministrazione vuole cancellare e non sistemare o riqualificare gli attuali murales», premette, «fatti da associazioni e giovani artisti nel corso degli anni, lo riterrei vergognoso e senza alcuna motivazione di buon senso. La street art viene usata ormai da molti paesi e città per rigenerare gli spazi e far sentire i cittadini parte del tessuto cittadino. Non sarebbe comprensibile un’azione di smantellamento totale. Sarebbe invece molto bello continuare a coinvolgere associazioni, giovani e artisti nella riqualificazione di altri della città e nella sistemazione degli attuali murales».
«La bellezza e il senso di appartenenza», conclude, «si crea con la partecipazione come ricordava lo stesso sindaco citando Gaber».
L’artista jesolano Carlo Pecorelli era già intervenuto sul tema e ribadisce: «Non confondiamo quello che è il messaggio di questi ragazzi e artisti, che spesso ha un significato, è una contestazione. La differenza tra vandalismo e writing esiste nelle motivazioni. I disegni diventano opere d’arte se spingono a riflettere e pensare e credo che a San Donà questa sia stata la pulsione originaria».
