Trentadue denunce, 750 clienti truffati, 13 milioni di euro evasi: cosa sappiamo dei finti contratti di Energia Italia
Trentadue persone denunciate, dai titolari agli intermediari, 750 clienti truffati per circa 4 milioni, 13 milioni di euro occultati al Fisco, cinque milioni di Iva evasa. Sono i numeri dell’inchiesta della Gdf attorno a Energia Italia e Energia Servizi, società gemelle con sedi a Conegliano, di cui si parla da giorni.
Le due società e le offerte convenienti
Le due società hanno offerto a oltre 750 clienti un pacchetto di investimento comprensivo della vendita di apparecchi per l’efficientamento energetico (caldaie, condizionatori, inverter...) di valore minimo e forniture pluriennali di energia elettrica e gas, costituenti la maggior parte, se non la quasi totalità, dei pacchetti di investimento. L’attrattività dell’investimento si basava, oltre che su una pubblicità fortemente incisiva, soprattutto su social network, sull’apparente solidità societaria, pubblicizzata mediante l’esposizione di un capitale sociale fittizio, sull’estrema convenienza economica degli investimenti e, soprattutto, sulla prospettiva fornita ai clienti di non dover più pagare bollette per dieci anni.
A ciò si aggiungeva la detraibilità dell’investimento, compresa la quota delle forniture di energia, in realtà non detraibili. Un esempio: 15 mila euro per installare la caldaia nuova e le bollette pagate per dieci anni, con una detrazione del 50%.
Gli investimenti e le detrazioni
In fase di fatturazione, le società hanno indicato l’intero importo degli investimenti sotto la voce della vendita di apparecchi di efficientamento, in cui era considerato però anche il valore, di gran lunga preponderante, delle forniture pluriennali di energia elettrica e gas, con riguardo alle quali non c’era alcun riferimento in fattura.
In questo modo, le due società hanno dato la possibilità ai clienti di fruire delle detrazioni in dichiarazione dei redditi, previste dalla legge, in materia di miglioramento energetico, su un importo di oltre 4 milioni di euro. Beneficio che in realtà non spettava in quanto comprensivo anche delle forniture di energia elettrica o gas, non detraibili. Soldi questi che ora l’Agenzia delle Entrate dovrà recuperare dai contribuenti, che si trovano con la tripla beffa di avere impianti spesso montati male, strapagati, con le bollette da versare e pure con il credito fiscale da rimborsare al Fisco.
Inoltre, in molti casi, i clienti, su proposta delle società, hanno sostenuto gli investimenti ricorrendo ai finanziamenti concessi da due intermediari finanziari convenzionati che, sulla base della documentazione predisposta dalle due società, hanno finanziato l’intero investimento, in misura di gran lunga superiore al valore reale degli apparecchi di efficientamento. Infatti, nella documentazione presentata agli intermediari, non c’erano riferimenti alle forniture pluriennali di energia.
Il canone Rai
Le due società, peraltro, hanno impiegato in maniera irregolare oltre 100 lavoratori, occultando al fisco base imponibile per oltre 13 milioni, hanno omesso di dichiarare e versare Iva e ritenute per oltre 5 milioni di euro e di versare all’Erario il canone Rai anticipato dai clienti, per oltre 103 mila euro. Infine, le due società hanno distratto gran parte del denaro incassato in anticipo dai clienti e dalle finanziarie e, per tale motivo, sono andate in bancarotta (entrambe nel 2020) e non hanno più erogato le forniture pluriennali di energia.
I clienti, pertanto, dopo una prima fase in cui hanno ricevuto le bollette a zero, sono passati al regime di maggior tutela e hanno cominciato a ricevere bollette indicanti gli importi delle forniture da pagare, patendo un ingiusto danno economico, cui hanno fatto seguito diverse querele per truffa.
La denuncia per 32 persone
Pertanto, 32 persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica, a vario titolo, per reati tributari, societari, truffa, riciclaggio, peculato e bancarotta fraudolenta; i clienti delle due società, che hanno fruito del pacchetto, sono stati segnalati a 116 reparti della Gdf in tutta Italia per i riscontri sulle detrazioni nelle dichiarazioni dei redditi.
