Feltre, rapina e ricatta il suo amante per 20mila euro
Rapina da 20 euro ed estorsione da 20mila al suo ragazzo. S.K. è stato arrestato sabato scorso dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Feltre. L’uomo è detenuto nel carcere di Baldenich, in attesa dell’udienza di convalida, che è stata fissata per domani mattina. È difeso dagli avvocati Sonia Sommacal e Paolo Zornitta e, per lui, il pubblico ministero titolare del fascicolo Roberta Gallego dovrebbe chiedere la conferma della custodia cautelare, dopo che la perquisizione domiciliare è stata positiva.
I due uomini intrattenevano una relazione clandestina e, nel fine settimana, ci sarebbe stato solo l’ultimo episodio. L’indagato si sarebbe avvicinato al suo amante e, tenendo un atteggiamento intimidatorio, avrebbe preteso di avere dei soldi. Non solo: si sarebbe permesso d’infilargli una mano nella tasca dei pantaloni, frugando alla ricerca del denaro e recuperando alcuni spiccioli, una banconota da 20 euro e un mazzo di chiavi. La vittima di quella che è stata una sorta di perquisizione corporale avrebbe cercato a parole d’impedire la rapina impropria, ma senza riuscirci.
Anzi, il futuro imputato l’avrebbe minacciato con una frase che dev’essere suonata «noi ci conosciamo, non fare il furbetto». Come dire che sarebbe anche potuta andare peggio di così.
Che i due si conoscessero, è certo. Perlomeno fin dal 2020, quando S.K. avrebbe cominciato a ricattare l’altro uomo, per cercare di portargli via tutti i risparmi accumulati in una vita. C’erano delle minacce del tipo «ti ammazzo, non ho paura, se non mi consegni i soldi dico a tua figlia che sto con suo padre. Se non mi dai i soldi, ti rovino la reputazione in tutta la città e ti faccio del male».
Ma c’erano anche violenze fisiche: calci, schiaffi e spinte, che convincevano la vittima a privarsi del denaro faticosamente guadagnato, anche attraverso l’uso della sua carta bancomat. In definitiva, si parla di una cifra non inferiore a 20mila euro, del resto la parte offesa era sottomessa dall’amante e impaurita per i suoi trascorsi nell’esercito. Finiva per sopportare anche delle violenze sessuali, senza riuscire a ribellarsi, fino a quando sabato si è arrivati al punto di non ritorno. Quelle chiavi erano per lui preziosissime e sarebbero state ritrovate dai militari nel domicilio dell’indagato. Non sono senz’altro state l’unico oggetto posto sotto sequestro, ma sul resto non ci sono conferme.
