Gerosa in Senato: “Servono 50 milioni per realizzare il cuore artificiale”
Un cuore artificiale totale tutto italiano: è la sfida “possibile” lanciata nella sala conferenze stampa del Senato dal professor Gino Gerosa. A dare l’opportunità al luminare padovano il sentaore Antonio De Poli che ha organizzato l’evento. E ad assicurare spessore e concretezza al progetto la presenza del ministro alla Salute Orazio Schillaci e del presidente della commissione Sanità Francesco Zaffini.
“Oggi solo un terzo delle persone che hanno bisogno di trapianto di cuore riescono ad averlo: il problema” rileva Gerosa, “non è la mancanza di donatori ma la “qualità”. Prima della legge sull’obbligo del casco in moto, morivano tanti ragazzi giovanissimi e l’età media dei donatori di cuore era sui 18 anni. Oggi non ci sono giovani che muoiono per morte cerebrale – per fortuna – e i donatori di cuore hanno un’età media sopra i 60 anni”.
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Con l’innovazione del trapianto di un cuore fermo oltre 45 minuti, realizzato lo scorso maggio proprio dall’èquipe di Gerosa nell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova per la prima volta al mondo, si può incrementare del 30% l’attuale numero di trapianti. “Questo significa che ancora il 60% del totale di chi è in lista d’attesa non lo avrà” commenta il cardiochirurgo.
Da qui il progetto: “Mettere insieme le competenze, la fantasia, l’inventiva italiane – spinge Gerosa – per realizzare un cuore artificiale italiano: la strada è quella della partnership pubblico-privato: l’idea è di coinvolgere Leonardo, un’azienda che produce armi e che potrà contribuire questa vota a produrre un’arma per la vita. E Ferrari, la cui tecnologia è sicuramente trasferibile a device medicali”.
Il dunque: servono 50 milioni di euro in 5 anni: “Non credo sia una cifra irraggiungibile con i fondi che oggi ci sono a disposizione grazie al Pnrr” sottolinea Gerosa. La sfida è lanciata, la politica sembra averla raccolta.
