Diciassettemila firme per salvare la sanità pubblica veneziana
Più di 17 mila le firme che oggi, martedì 11 luglio, la Cgil ha depositato in consiglio regionale per chiedere una campagna di assunzione e dei finanziamenti per la sanità pubblica.
L’esito - un successo, per dirla con le parole dei sindacalisti - della raccolta firme “Tu tagli io firmo”, che nei mesi scorsi ha visto i banchetti dei sindacati nelle piazze e negli ospedali della provincia di Venezia.
Una delegazione rossa, rossissima, sia politicamente che di rabbia verso il sistema è arrivata a palazzo Ferro Fini a Venezia sventolando le bandiere e sottolineando la necessità di un cambiamento, affinché il diritto di accesso alle cure mediche sia a effettivamente garantito.
«Chiediamo al consiglio regionale di approvare una mozione che chieda al Governo di aumentare gli stanziamenti per la sanità pubblica», ha detto il segretario della Cgil Venezia Daniele Giordano, prima di int finire in consiglio.
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«Al presidente Ciambetti e ai politici chiediamo di introdurre l’addizionale regionale Irpef, vogliamo che a pagare non siano solo i dipendenti e i pensionati, ma anche gli autonomi», ha ribadito, per poi continuare riallacciandosi alla campagna comunicativa di Usl 3, lanciata solo qualche giorno fa, «Non servono le pagine di giornale per promuovere la città, servono assunzioni. Servono garanzie e diritti dei lavoratori».
Intanto, circa 50 sindacalisti e sindacaliste, dal comparto della funzione pubblica alla Fiom e allo Spi, hanno continuato ad alzare verso il cielo le bandiere, sottolineando che la sanità è un diritto di tutti e, in quanto tale, va tutelato e garantito.
