Pestò a sangue un controllore Mom a Conegliano, giovane a processo
Prese a calci e pugni un controllore della Mom in piazzale Zoppas a Conegliano. Il motivo? Voleva guadagnare la fuga, durante un controllo, perché era senza biglietto.
Il controllore, Augusto C., 61 anni, tentò di bloccarlo tenendolo per un braccio. Ma la reazione del giovane, un 29enne d’origine marocchina, fu tanto inattesa quanto violenta.
Basti pensare che, dopo essere riuscito a sottrarsi alla presa del dipendente della Mom, il giovane tornò indietro per sferrare un calcio alla testa del controllore, che nel frattempo s’era seduto su una panchina.
Quel giovane ora sarà processato con l’accusa di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice delle udienze preliminari Cristian Vettoruzzo l’ha rinviato a giudizio.
La prima udienza è stata fissata per il 12 giugno 2025. Il fatto, che sarà al centro del processo, risale al pomeriggio del 1° giugno 2021 ed avviene in piazzale Zoppas, al capolinea della linea 132 che collega Pieve di Soligo a Conegliano. Il giovane marocchino, senza fissa dimora, con un domicilio a Cison, si accorge che al capolinea ci sono tre controllori pronti a intervenire e così, appena il bus si ferma, Zakaria E. (il suo nome) aziona il sistema per l’apertura della porta di emergenza.
Lui è infatti senza biglietto. Uno dei tre controllori della Mom, Augusto C., riesce ad afferrarlo per il braccio, mentre scappa, ma il giovane reagisce con calci e pugni, riuscendo a divincolarsi. Ma non finisce lì.
Il marocchino poco dopo, torna indietro e sferra un calcio alla testa del controllore, che nel frattempo si era seduto su una panchina, stordito, per riprendersi dai colpi ricevuti. Infine, c’è un terzo round, pochi istanti più tardi, con un’altra serie di colpi proibiti.
Alla fine, il controllore, trasportato all’ospedale di Treviso, rimedierà, tra le varie contusioni, anche l’incrinazione di una vertebra e verrà dimesso con una prognosi superiore ai 40 giorni di malattia.
Da qui, l’accusa di lesioni personali aggravate. Non solo. Anche di resistenza a pubblico ufficiale. Perché il controllore della Mom è appunto equiparato al pubblico ufficiale come le forze dell’ordine. Già all’indomani dell’aggressione, i vertici del colosso dei trasporti preannunciarono la costituzione di parte civile nell’eventuale processo.
Ed infatti il controllore e Mom saranno rappresentati in aula dall’avvocato Mariagrazia Stocco. Mentre l’imputato marocchino sarà difeso dall’avvocato Katia Falcomer. Per la cronaca, il marocchino qualche giorno dopo, l’aggressione al controllore, fu sorpreso su un altro mezzo dell’azienda Mom a Pieve di Soligo con un biglietto falso.
