Doppio premio a Roma ai Fratelli Marco di Loranzè per Nebbiolo e Carema
LORANZÈ
Grande successo e medaglia d'oro nel concorso internazionale Città del vino 2023, uno dei più prestigiosi nel panorama enologico italiano, in cui sono stati premiati i vini Canavese Nebbiolo doc Nàtivo 2019 e Canavese Nebbiolo doc Nèmone 2020 dell'azienda fratelli Marco di Loranzè e il Carema doc 2019 della cantina dei produttori di Nebbiolo di Carema. La premiazione è avvenuta nell'aula consiliare del Campidoglio a Roma alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida che ha sottolineato «l'importanza della difesa dell'identità e della qualità dei prodotti italiani, come garanzia per consumatore e produttore».
Alla manifestazione, giunta alla 21ª edizione, hanno partecipato più di 1.300 Comuni con i relativi vini, italiani ed esteri. L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione nazionale città del vino, autorizzata dal Ministero dell'agricoltura con il supporto dell'Oiv (Organizzazione internazionale della vite e del vino) ed è nata con l'intento di ribadire il valore del rapporto tra il vino e il territorio. Infatti nel corso dell'evento sono stati premiati i vini e i Comuni in cui essi sono prodotti. Da oggi Loranzé e Carema possono essere fieri del risultato ottenuto e utilizzare l'appellativo di città del vino. «Il Nebbiolo è un pilastro dell'identità enoica canavesana -hanno spiegato Danilo e Stefano Marco -consideriamo un privilegio lavorare con il re dei vitigni italiani e i riconoscimenti ci spingono a continuare nel nostro percorso. Loranzè ha avuto fra Otto e Novecento delle prestigiose aziende vitivinicole e il fatto che ora il Comune torni ad essere una città del vino, per noi significa riannodare il filo rosso che collega la storia di questi luoghi».
Dunque, la viticoltura canavesana, già conosciuta in Italia e all'estero, sta vivendo un momento di grossa ripresa grazie all'entusiasmo e alla sinergia di chi è appassionato di questo settore. Infatti, sul mercato della produzione si stanno affacciando nuove cantine che affiancano quelle storiche recuperando vecchi vigneti, talvolta abbandonati, conferendo così al territorio la giusta promozione dei suoi prodotti. «Assieme alla qualità del vino è stata premiata l’unicità del nostro territorio –sottolinea Matteo Bosonetto, presidente della cantina produttori Nebbiolo di Carema -un ambiente straordinario, plasmato dal lavoro di generazioni di vignaioli caremesi, che ci hanno consegnato un paesaggio e dei saper fare che manteniamo vivi con il nostro lavoro». Il percorso di crescita della viticoltura canavesana è supportata dal presidente dell'associazione giovani vignaioli canavesani, Gianmarco Viano, che c ha affermato "il lavoro e i progetti delle aziende sono improntati a uno spirito di collaborazione e di condivisione, nella convinzione che la promozione dell’intero territorio sia la chiave per la crescita dei singoli».
