Mega atenei, l’Università di Padova al secondo posto in Italia
Nel ranking dei mega atenei statali italiani (ovvero quelli con oltre 40 mila iscritti), Padova è al secondo posto, di poco dietro a Bologna, in vetta con un punteggio complessivo di 89,7 punti. Seguono il Bo con 87,5 e La Sapienza di Roma. La classifica è definita dal Censis in base a strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione e occupabilità. In particolare, Padova registra 77 punti sul fronte dei servizi (per cui risulta prima Pisa con 86), terza per le borse di studio con 90 punti (al vertice La Sapienza con 108) e seconda per strutture con 85 punti (Bologna è a 95). Con 91 è terza per comunicazione e servizi digitali (prima Palermo con 103), seconda per internazionalizzazione (93 punti rispetto ai 100 di Bologna) e settima per occupabilità con 89.
La media, come detto, resta tuttavia molto elevata e pone il Bo solo due punti dietro alla prima della classe. I numeri e lo stato di salute dell’Ateneo li aveva rivelati la rettrice Daniela Mapelli in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico: «Siamo attrattivi, sì» aveva detto «anche per quest’anno abbiamo infatti più di 23 mila immatricolazioni. La quota studentesca internazionale copre l’11% degli immatricolati, un dato che supera di 4 punti percentuali la media nazionale, fra l’altro in un periodo generale di crisi di iscrizioni universitarie che non ci ha coinvolto».
Si arriva così a una popolazione studentesca che sfiora le 70 mila unità, cui si aggiungono 2.960 specializzandi e 2.000 dottorandi. Sono 204 i corsi laurea offerti, con un aumento del 12% negli ultimi cinque anni; 53 sono erogati in lingua veicolare con un sostanziale raddoppio negli ultimi anni. Nello scorso anno accademico sono stati erogati 6.643 insegnamenti di cui il 58,5% ha attinenza con almeno uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
Nei cinque anni precedenti a quello in corso, inoltre, l’Università ha stanziato oltre 25 milioni di euro per il diritto allo studio con il più grande impegno economico tra gli atenei italiani, destinando più di 7 milioni di euro per integrare l’erogazione delle borse di studio regionali agli aventi diritto, arrivando a coprire circa 10 mila studenti. Innalzata, inoltre, la quota di esenzione Isee a 25 mila euro con un incremento delle facilitazioni previste per studenti con Isee dai 25 ai 30 mila euro: in sostanza, uno su sette ha l’esenzione completa dal pagamento delle tasse mentre uno su cinque ha almeno una forte riduzione.
Ancora, di concerto con l’Esu, è stato messo a punto un piano per recuperare alloggi dedicati alla comunità studentesca. Sono state ridelineate le linee guida per la carriera alias, aperte nuove aule studio portando a 3.500 i posti a disposizione e garantita l’assistenza medica di base a chi studia fuorisede. Grande attenzione, infine, è stata riservata a chi proviene da luoghi in cui la libertà tanto cara all’Ateneo non è garantita con l’erogazione di 130 borse di studio a studentesse ucraini, afgani, myanmaresi e di altre nazioni.
