Muggia, al Buskers festival 15 mila spettatori: «E ci proiettiamo ora verso il 2024»
MUGGIA. Chiude fragorosamente i battenti la settima edizione del Muja Buskers Festival, organizzata dall’Associazione Sparpagliati. Un’edizione da 15 mila spettatori che proietta il festival sempre più nel gotha del panorama artistico e culturale del Friuli Venezia Giulia.
È ritornato dopo anni, anche il tendone da circo, lo “chapiteau”, simbolo della creatività e dell’arte circense, di un mondo quasi onirico. Insomma Muggia è stata per il settimo anno di fila la patria del circo contemporaneo. «Sono stati cinque giorni di gran successo che hanno registrato la presenza di 15 mila spettatori, nonostante il cambio di periodo. Rispetto alle scorse edizioni quest’anno abbiamo anticipato a luglio», ha osservato il direttore artistico del festival Riccardo Strano, che ha evidenziato come «l’importanza della manifestazione sta anche e soprattutto nella capacità che gli eventi hanno di rallegrare lo spirito delle persone che anche quest’anno sono intervenute in massa. L’idea di riuscire a fondere e creare contatto tra le realtà del territorio per noi è fondamentale perché il festival è in grado di regalare esperienze che le persone non dimenticheranno mai».
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Relativamente alla parte artistica, Strano ha ricordato che «quest’anno è ritornato lo “chapiteau”, il fiore all’occhiello della manifestazione, che ha rappresentato una sorta di imbarcazione che invita tutti a salire, una nave in cui siamo invasi dalle emozioni e che infine approda e lo fa in un nuovo mondo. L’approdo per noi poi è lo spunto per proiettarci nel 2024». E a proposito del prossimo anno, Strano ha confermato l’ottava edizione del festival: «Noi siamo sostenuti dal Ministero della Cultura come prima istituzione, attraverso il fondo unico dello spettacolo, che sosterrà il festival anche l’anno prossimo. Poi c’è il sostegno della Regione e del Comune di Muggia, sempre confermato visti i grandi risultati e nonostante le difficoltà che incontriamo sia l’amministrazione che noi nell’organizzazione del festival, con particolare riferimento alla questione sicurezza. Infatti l’ultimo giorno di festival è stato fatto un flash mob che ironizzava su tutto quello che poteva essere da contorno all’atmosfera del festival, soprattutto sulle questioni legate alla sicurezza che sono importanti ma anche molto impegnative».
Durante il flash mob organizzato dall’associazione Sparpagliati in piazza Marconi, sono stati distribuiti i gilet indossati tradizionalmente dagli addetti alla sicurezza. Nel suo discorso, la presidente dell’associazione, Anna Zecchini, ha voluto sottolineare il grande impegno che Sparpagliati mette nell’organizzazione della rassegna. «Vogliamo passare un messaggio costruttivo: siamo una associazione di volontari e ci prendiamo le nostre responsabilità. Lavoriamo, progettiamo e ci interfacciamo con le istituzioni e con la burocrazia, commissioni pubblico spettacolo comprese. Questo rappresenta un percorso ad ostacoli sempre più difficile, che però ogni anno riusciamo a superare». «Il vero pericolo – ha affermato Zecchini – è quello di non avere più spazi pubblici da vivere assieme, non avere più cultura accessibile a tutti, e non aver più occasioni e spazi di aggregazione sociale. Per questo motivo, oltre a ringraziare il pubblico e le persone che continuano a sostenerci, abbiamo condiviso questa responsabilità per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sia arduo portare avanti festival di questa portata».
