Trieste, Cgil e Cisl: «Con la nuova legge il Burlo può stabilizzare oltre 50 ricercatori»
TRIESTE. Si apre una possibilità per la stabilizzazione del personale della ricerca sanitaria degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, e dunque anche per i 55 precari in forza all’Irccs Burlo Garofolo.
A darne notizia, parlando di «una svolta», sono i sindacati Cgil e Cisl che in una nota indicano come, con la conversione in legge del Decreto legge 51 di quest’anno, «dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2025 gli Irccs possono assumere a tempo indeterminato, nella posizione economica acquisita, in coerenza con le dotazioni organiche, il personale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria reclutato a tempo determinato con procedure concorsuali». Potranno così essere stabilizzati tutti quei lavoratori che fino ad oggi erano impiegati con rapporti di lavoro flessibile o attraverso borse di studio. Il requisito minimo per l’assunzione sarà aver maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni, anche in maniera non continuativa.
La possibilità in regione riguarda in totale 115 ricercatori, 55 come dicevamo impegnati al Burlo Garofolo e 58 al Centro di Riferimento oncologico (Cro) di Aviano. «È da anni – sottolineano Cgil e Cisl – che questa ristretta fascia di ricercatori combatte in continuo concerto con le nostre sigle sindacali e in accordo con l’Associazione ricercatori in sanità, affinché il proprio lavoro raggiunga il minimo riconoscimento, considerando il ruolo strategico e prezioso della ricerca sanitaria nel Paese». I ricercatori del Burlo Garofolo e del Cro di Aviano si dichiarano «fiduciosi nell’applicazione della legge da parte dei propri Istituti», mentre resta da affrontare «il problema del doveroso collocamento della figura del ricercatore sanitario nella sezione contrattuale della dirigenza, anziché del comparto, come fin ora accaduto», indicano Cgil e Cisl.
