Tuffo o caduta, dai filmati della piscina la verità sulla morte della piccola Evelyn
/ BATTUDA
Una caduta o un tuffo in acqua, dopo avere aggirato la transenna di plastica verde che in quel momento, ora di pranzo, doveva tenere lontani i bambini dal gonfiabile. La telecamera, puntata proprio sul gioco, ha ripreso la scena della tragedia avvenuta domenica alla piscina Le Valli di Battuda e costata la vita a Evelyn Amendola, 7 anni. La piccola, che abitava a Rozzano con la famiglia, in un quartiere popolare ora sotto choc per l’accaduto, è rimasta sott’acqua per sei minuti, senza essere vista.
Quando un parente si è accorto della sua presenza proprio sotto il gonfiabile, nella vasca dei grandi, sono scattate le procedure di soccorso, disperate. Un bagnino dell’impianto, che è anche studente di Medicina, ha tentato le prime manovre di rianimazione, supportato da alcuni medici che si trovavano in quel momento in piscina, dove era presente anche il defibrillatore. Il cuore della piccola batteva ancora quando è stata trasportata al San Matteo, ma i medici alla fine hanno dovuto arrendersi. E ora sulle cause della tragedia sono in corso le indagini dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Alberto Palermo, che dovrà decidere se e quando disporre l’autopsia.
malore o annegamento
Il dolore dei familiari, che non si danno pace, si intreccia con gli accertamenti della procura. Al momento non ci sono certezze neppure sulle cause della morte della bambina, che potranno essere chiarite solo con l’autopsia. L’ipotesi dell’annegamento sembra tuttavia essere prevalente. In un primo momento si era ipotizzato il malore mentre la piccola era sui gonfiabili, ma le analisi eseguite durante il ricovero in ospedale lo avrebbero escluso. Per ora, comunque, si resta nel campo delle ipotesi. E così anche per quanto riguarda la dinamica. La ricostruzione è affidata ad alcune testimonianze e a una delle telecamere dell’impianto, puntata proprio sul gonfiabile da cui la bambina è caduta o si è tuffata. I genitori hanno spiegato ai carabinieri che la piccola non sapeva nuotare. Spinta forse solo dal desiderio di giocare sui gonfiabili la piccola ha aggirato la transenna che in quel momento era stata collocata davanti al gioco. La telecamera ha ripreso la caduta in acqua. Nessuno si è accorto di nulla.
i testimoni
Domenica in piscina insieme alla bambina c’erano la mamma, cinque fratelli e alcuni cugini. Tutta la famiglia aveva deciso di trascorrere un pomeriggio di relax in piscina, come altre volte. «Venivano spesso, anche la bambina l’abbiamo vista più volte», spiegava ieri mattina un addetto dell’impianto. La famiglia era sotto gli ombrelloni nella parte di prato vicina alla piscina dei piccoli. La madre e i figli avevano appena pranzato. Un testimone dell’ombrellone vicino ha sentito la bambina dire alla madre: «Vado nella piscina bassa». Poi, però, ha preso un’altra direzione. Si è avvicinata alla vasca grande, dove era piazzato il gonfiabile. Nessuno si è accorto di lei.
l’allarme
A un certo punto un familiare si è avvicinato a un bagnino e ha chiesto di poter diramare un annuncio dall’altoparlante dell’impianto, perché non trovavano più la bambina. Minuti di panico, prima di accorgersi che la piccola era sotto il gonfiabile, incastrata. Gli addetti all’impianto l’hanno tirata fuori dall’acqua, uno di loro ha praticato le manovre di rianimazione in attesa dell’ambulanza del 118. Il bagnino che ha fatto di tutto per salvarla ieri mattina non era in piscina.
«Una tragedia, i bagnini hanno fatto quello che potevano»
«I bagnini hanno fatto quello che potevano, sia sul fronte della vigilanza che del soccorso – si limita a dire il gestore dell’impianto, Carmelo Gatto –. Ora lasciamo lavorare la magistratura». Il titolare della società che ha in carico la gestione dell’impianto comunale ieri mattina era ancora molto scosso, come i bagnini e il resto del personale. «Non doveva succedere», dice un addetto scuotendo la testa. Ora le indagini, a cominciare dall’autopsia, dovranno chiarire cosa è successo. I carabinieri, su disposizione del magistrato, hanno sequestrato il filmato registrato da una telecamera e acquisito alcune testimonianze. La struttura non è stata posta sotto sequestro. Ieri mattina era aperta al pubblico e solo l’area della piscina vicina ai gonfiabili era delimitata e chiusa con una transenna e un cartello che avvisava del divieto di balneazione.
