Appello dal sinodo:«Riavviciniamo i giovani alla chiesa»
Si è conclusa la “fase narrativa” del sinodo della diocesi di Cremona. In questi primi due anni di percorso (il termine “sinodo” significa “camminare insieme”; ndr), i rappresentanti delle parrocchie, delle congregazioni e delle organizzazioni laicali presenti sul territorio diocesano (comprendente anche l’Oglio-Po mantovano) hanno fatto una serie di momenti di incontro, confronto e riflessione, con l’obiettivo di fare il punto della situazione. In questi giorni è stata pubblicata la sintesi del lavoro. La risposta da parte delle comunità non è stata ampia come auspicava il vescovo Antonio Napolioni (65 parrocchie su 220 hanno portato il loro contributo), ma i contenuti arrivati sembrano interessanti. In genere evidenziano la necessità di imprimere alla vita dei cristiani un vero stile sinodale.
Tra le difficoltà, emerge l’allontanamento delle giovani generazioni, una vera e propria frattura generazionale. Quest’ultimo aspetto, in particolare, ha indotto il vescovo a una precisa scelta pastorale per il nuovo anno: riaffermare e potenziare ruolo e coinvolgimento delle famiglie nei cammini di catechesi; e introdurre percorsi specifici per i ragazzi che hanno ricevuto la cresima, prevedendo corsi di formazione per gli educatori di questa fascia d’età.
Ora il sinodo passa alla fase dei “cantieri”, della concretezza. Tra le proposte: vero coinvolgimento dei laici, nell’ottica della corresponsabilità e di una visione non più clericale della vita della chiesa; rafforzamento del dialogo coi mondi della scuola, socio-politico e delle fragilità; promozione di gemellaggi tra le parrocchie della diocesi; rinnovamento della proposta formativa del seminario; consolidamento del percorso sinodale, facendolo diventare una realtà operativa stabile.
