Il Pirata nuovo gestore del Rifugio Pontese, valorizzazione e sport in quota
Locana
Una nuova gestione che, senza dubbi, rivitalizzerà il Rifugio pontese. Domenica 18 giugno si è celebrata l’inaugurazione del Rifugio Pontese, situato nel Comune di Locana, all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. A gestirlo sarà Davide Ceresa Brina, classe 1973, di Pont Canavese, detto il Pirata.
Il nuovo gestore, anche se per un certo periodo della sua vita si è trasferito ad Agliè, ma è sempre rimasto fedele ed attaccato alle sue radici. Innamorato della montagna già da piccolo, ha scalato fino ai 30 anni, continuando poi con escursioni a piedi e sci alpinismo. Ultimamente si è occupato dell’accompagnamento in mountain bike. «La giornata di domenica, è nata dall’idea di fare qualcosa insieme al Cap, il Club alpinistico pontese- racconta Ceresa Brina. - Il rifugio era loro in precedenza e mi sarebbe piaciuto organizzare qualcosa insieme per cominciare questa nuova avventura. Abbiamo quindi deciso di scegliere un menù appositamente per l’occasione, formato da vari antipasti tra cui le polpette di ceci, i tomini schiacciati con aglio ed erbe accompagnati da affettati locali. Tra questi, abbiamo deciso di portare in tavola i prodotti del territorio, tra cui il prosciutto crudo della Val Soana, prodotto da un macellaio locale, e una farina macinata a pietra, che proviene sempre della zona. Subito ci era sembrato che l’iniziativa non avesse preso piede, invece la giornata ha riscosso un discreto successo e abbiamo avuto numerose partecipazioni. L’unica pecca è stato il tempo, perché nel pomeriggio si è messo a piovere, purtroppo».
Il Cap ha organizzato, nella mattinata che ha preceduto il pranzo, un’escursione fino a Punta Mara, a 2.800 metri, con partenza da Pont Canavese alle 7. A seguire quindi il pranzo, con la musica di Marco Valsoano. «Punta Mara poco tempo fa era solo una quota, si è poi deciso di aprire delle vie di percorrenza, denominandola con il nome di Mara, colei che gestiva precedentemente il Pontese - continua il gestore. - Il rifugio ha 54 posti letto, con un camerone che accoglie 34 persone con letti a castello; in più qualche paia di camere matrimoniali e altre, per famiglie, fino a 6 posti. Mi propongo di valorizzare questo posto ancora di più, portare delle migliorie sia strutturali, che a ciò che mi sta intorno. Vorrei creare sentieri, pubblicizzare le zone per l’arrampicata, creare delle linee di cresta dove ci si possa esercitare per dei corsi di kayak. Tengo molto a questo posto e voglio promuoverlo. Mara, prima di me, è stata molto brava, e io voglio portare avanti il suo lavoro, e se possibile, fare di più. Ho gestito questo rifugio per una stagione sola, nel 1998, ma non ho mai gestito nessun altro rifugio. È la mia prima esperienza, si può dire. Ho sempre lavorato in montagna e dal 2019 volevo fare qualcosa di diverso sul territorio, così ho aperto un bar a Ceresole Reale. Per me è stata una crescita personale e professionale, ho fatto un’esperienza che a pensarci, mi ha aiutato in vista di questo progetto. Organizzavo un noleggio bici ed e-bike, ma anche accompagnamenti, dato che sono una guida Mountain Bike della Regione Piemonte. In questi 4 anni ho avuto possibilità di crescere per affacciarmi a nuove prospettive. Mi piacerebbe portare la mia esperienza di accompagnamento in mountain bike anche qui, anche se il territorio è più aspro. In ogni caso, sognare non fa male». —
