L’omaggio dell’ateneo ai suoi super studenti laureati con 110 e lode
/ pavia
Così tanti da dover piazzare le sedie anche fuori dal cortile Teresiano. Commossi, emozionati, felici: questi i sentimenti sui volti dei genitori venuti a celebrare i loro figli. È la giornata del laureato, l’omaggio dell’Università agli oltre 600 studenti (un primo elenco con i loro nomi nell’articolo in basso) che hanno concluso il loro percorso con 110 e lode. «La me bambina sarebbe fiera di ciò che sono diventata» dice Giulia Mattarini con una punta d’orgoglio. Ha 28 anni, è laureata in Storia dell’arte e in mano stringe il cofanetto cilindrico che custodisce la pergamena di laurea col suo nome sopra. «Guardatevi alle vostre spalle e rivolgete un applauso alle famiglie – dice ai laureati il rettore Francesco Svelto – perché dopo avervi sostenuto in questi anni possano godersi appieno questo bel momento».
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«Inizia una nuova avventura»
Le parole del rettore si rivolgono al futuro degli studenti: «Penso ci sia la sensazione di un prima e di un dopo, del completamento di una fase della vita e l’inizio di una nuova avventura. Godetevi questa serata, ma soprattutto siate ambiziosi e tenaci. Tornate qui in futuro con le emozioni delle vostre realizzazioni e la gioia dei vostri successi».
Franco Locatelli è stato ospite d’onore della giornata: laureato a Pavia, presidente del Consiglio superiore di sanità e direttore di Oncoematologia al Bambin Gesù di Roma. È diventato noto al pubblico per il suo ruolo di coordinatore del Comitato tecnico scientifico, l’ente nato per contrastare il coronavirus. Il suo discorso prende le mosse dagli anni bui della pandemia: «Essere qui è come tornare a casa – dice ai laureati – ripensando a quei momenti drammatici che hanno artigliato le nostre coscienze, viene naturale chiedersi chi contribuirà a guidarci compiutamente fuori da questa apocalisse verso, una nuova genesi».
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Per rispondere cita – tra gli altri – Pietro Calamandrei, uno dei padri della Costituzione: «L’Università, che, “al pari della scuola è più importante del parlamento, della magistratura e della Corte costituzionale, perché deputata alla formazione della classe dirigente di un Paese”». Poi aggiunge: «Sono convinto che l'Università sia l'istituzione formativa e scientifica dalla quale possa e debba venire un contributo insostituibile al progresso dell’umanità, e proprio per questo da tutelare anche nella sua autonomia, talvolta inspiegabilmente minacciata». Le sue parole precedono la sfilata dei 600 che, divisi per facoltà, hanno ricevuto la pergamena. Per tutti un unico voto: 110 e lode.
Applausi e commozione
Un lungo applauso accompagna i passi di Alessandro Borsatti. È il papà di Giovanni, collegiale del Borromeo – che a lui ha dedicato una borsa di studio – morto a 24 anni durante un’escursione in Valsassina. Al brillante studente di Medicina, l’Università ha conferito la laurea postuma alla memoria. In platea c’è anche la mamma Silvia: «Siamo certi che Giovanni oggi è con noi. Quest’evento ci ha dato ristoro, consolazione e una grande speranza nel futuro», hanno scritto i familiari per ringraziare l’ateneo.
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Premiata Monica Boggioni, 24 anni, campionessa paralimpica di nuoto laureata in Biotecnologie mediche e farmaceutiche. «Sono atleta e studentessa – racconta – sento questa laurea come un obiettivo raggiunto. Non è vero che lo sport toglie tempo allo studio, è una cultura da superare: a me ha insegnato l’organizzazione del tempo, e i valori che mi guidano nella vita di tutti i giorni».
