Felice Casson: «Peteano, una strage che ha segnato la storia d’Italia»
SAGRADO. «Peteano è una strage che ha segnato la storia d’Italia, rappresenta una finestra sulla storia d’Italia e aiuta anche a comprendere molto di quello che è successo in quegli anni. Erano gli anni Sessanta e Settanta, della “Strategia della tensione», in cui le organizzazioni fasciste si mettevano assieme a certi apparati dello Stato che andavano contro le leggi e contro la Costituzione e utilizzavano lo strumento del terrorismo per una politica deleteria e nefasta. Purtroppo quella non è stata una stagione finita in quel periodo, nel senso che siamo arrivati fino alla Strage di Bologna del 2 agosto 1980 e anche oltre, con le commistioni tra i neofascisti, la Loggia P2 e certe forme anche di malavita. La Strage di Bologna, di cui c’è stata una sentenza recente ce lo conferma». A dirlo, in occasione del 51esimo anniversario dell’attentato che il 31 maggio 1972 costò la vita al brigadiere Antonio Ferraro e ai carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni è stato Felice Casson, pm titolare della lunga inchiesta sulla Strage di Peteano.
«Fortunatamente, quando il fascicolo è arrivato da Gorizia e Trieste a Venezia – ha proseguito il magistrato – , all’epoca siamo riusciti a individuare i responsabili neofascisti friulani della Strage di Peteano e non solo di quella, ma anche di un insieme di attentati che avevano organizzato contro le linee ferroviarie, il monumento ai caduti di Latisana e un attentato a un onorevole missino di Udine, sempre nell’ottica della Strategia della tensione. Credo che il Friuli e il Veneto abbiano reagito positivamente all’epoca. Però credo anche che sia importante ricordare quegli episodi, quelle stagioni, per conoscere i mali del passato ed anche evitarli».
