Torna il Festival di astronomia: tre giorni per esplorare lo spazio
Lasciarsi ispirare dalla bellezza del cielo stellato, tutto da conoscere e investigare al fianco di celebri scienziati e ricercatori: è l’esperienza imperdibile che si potrà vivere in occasione della terza edizione del Festival di astronomia, l’appuntamento che si terrà il 9, 10 e 11 giugno, che consentirà a bambini e adulti di interrogarsi e scoprire tutta la bellezza e la profondità dell’universo.
Una tre giorni ricca di appuntamenti, con mostre, attività e laboratori, legati da un unico obiettivo, ossia quello di raccontare l’universo utilizzando un linguaggio inclusivo, che coinvolga tutti e quattro i sensi. «Siamo abituati a pensare all’astronomia come una scienza visiva – spiega Anita Zanella, astrofisica e ricercatrice presso l’Inaf, nonché organizzatrice e creatrice dell’evento – vediamo, sì, bellissime immagini dello spazio, ma in realtà la maggior parte dell’universo è invisibile: la luce, e anche ciò che tutti i telescopi raccolgano sono dati. L’astrofisico li traduce poi in immagini».
L’essenziale è, quindi, veramente invisibile agli occhi: «L’astronomia è una scienza adatta a tutti» commenta Zanella, per questo tutte le attività saranno multisensoriali. In questo modo. i visitatori, anche i non vedenti e i sordi, potranno scoprire i segreti della volta celeste. Il festival si aprirà con il botto, in tutti i sensi: alle ore 18.30, ci sarà il lancio dei razzi. Poi, tante le attività che seguiranno: ci saranno conferenze durante tutte e tre le sere. Il 9 giugno, alle 21.30, Zanella dialogherà con due ricercatori astrofisici non vedenti, Nicolas Bonne, dell’università di Portsmouth e Enrique Perez Montero, dell’istituto d’astrofisica dell’Andalucia, che racconteranno come si studia l’astronomia senza vedere. Poi, fino alle 24, ci sarà l’osservazione del cielo estivo, viaggiando tra scienza e mito.
La seconda giornata si apre con un’escursione nel Parco del Mincio, alle ore 11, a cui seguiranno le osservazioni del sole, fino al tramonto. Dalle ore 11, lo spettacolo che porterà i partecipanti all’interno di una navicella spaziale, equipaggiata con una “macchina del suono” che trasforma la luce dei corpi celesti in suoni. Oltre a questo, in tutte le tre giornate, tanti laboratori, per adulti e bambini, condotti dagli studenti della provincia di Mantova, Brescia e Verona, che sono stati formati dai ricercatori dell’Inaf e dai dottorandi dell’Università di Padova. Sempre nella serata di Sabato, la “Guida galattica per poetstoppisti”, uno spettacolo di poesia con Luca Tironi.
Da non perdere la conferenza “SpazioCinema: immaginari sonori dal cosmo”, in cui si ripercorreranno le colonne sonore dei film che hanno contribuito a creare l’immaginario legato allo spazio. L’ultima giornata inizia molto presto, prima dell’alba: alle 3.30 di mattina si partirà per una passeggiata nell’oasi del parco del Mincio, guidata dalla luce delle fiaccole e dai suoni della notte, fino ad arrivare al luogo delle osservazioni. A tutti i partecipanti verrà offerta una colazione al termine dell’evento. Durante le giornate non mancheranno le mostre, ben due: una in cui verrà raccontato l’universo attraverso le immagini e suoni. La seconda, indaga il tema dell’inquinamento luminoso, che impedisce di vedere il cielo e le sue stelle.
Martedì 30 maggio, alla Casa del Mantegna, c’è stata la presentazione dell'evento: «Una tre giorni che vale la pena vivere fino in fondo. È un festival curioso, che ci rende orgogliosi – commenta il sindaco di Monzambano, Giorgio Cappa – l’argomento di quest’anno completa il tema dell’inclusione che stiamo perseguendo anche in paese, per l’eliminazione delle barriere architettoniche». Era presente all’evento anche il presidente della Provincia, Carlo Bottani.
