Nasce Multi, museo multimediale di lingua italiana: la presentazione a Pavia, online dal 1º giugno
La lingua italiana ha una casa. O meglio, un museo: non ha porte e pareti, ma propone visite guidate e offre tutti gli strumenti per conservare, tramandare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale costituito dalla lingua italiana e dalle sue molteplici sfaccettature, facendola emergere come una “cosa viva”, specchio della società in continua evoluzione.
Si chiama Multi ed è il primo museo multimediale e interattivo interamente dedicato allo studio e al racconto dell’affascinante avventura della lingua italiana, ideato e curato da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università di Pavia e di cui fanno parte le Università di Napoli L’Orientale e l’Università degli Studi della Tuscia.
Il progetto digitale - che è costato al gruppo di linguisti, coordinati da Giuseppe Antonelli, due anni di intenso lavoro - è stato realizzato dallo studio Dotdotdot di Milano.
E’ stato presentato ieri nell’aula Magna dell’Università di Pavia in un convegno Le molte facce di un’idea (che prosegue anche oggi) al quale prende parte il gotha ella linguistica italiana. Dal 1 giugno sarà disponibile sulla piattaforma dell’ateneo.
Gratuito e inclusivo
«La sfida è quella di raccontare la lingua italiana e la sua storia in un modo che possa coinvolgere e appassionare un pubblico ampio e variegato: dai giovani delle nostre scuole a tutte le persone che nel mondo amano la nostra lingua e ne sono incuriosite – spiega Antonelli, ordinario di Linguistica a Pavia – Il Multi è inclusivo, interattivo e gratuito: tutti i testi sono disponibili anche in formato audio e, grazie alla versione in lingua inglese, che sarà completata nelle prossime settimane, si rivolge anche a un pubblico internazionale».
Viaggio nella città virtuale
Il dantista Mirko Volpi, che ha partecipato attivamente alla costruzione del progetto ci apre, in anteprima, le “porte” del Multi.
«Prende ispirazione dalla struttura sociale per eccellenza: la Città con i suoi edifici – anticipa lo studioso –. Il viaggio si snoda attraverso un Atrio introduttivo e sei percorsi tematici interattivi e intuitivi, che rispondono ad altrettante domande fondanti sulla nostra lingua: Come è nata la lingua italiana? Chi ha stabilito le regole dell’italiano? Come è circolato l’italiano scritto? Come si è diffuso l’italiano parlato? Come suona l’italiano di chi non sa l’italiano? Quali lingue si parlano in Italia? Come si è diffusa la lingua italiana nel mondo?»
Gli “oggetti” esposti nel Multi sono quelli che troveremmo disseminati singolarmente in archivi e fondi di tutto il mondo, qui consultabili in un solo luogo con un click: manoscritti, volumi a stampa, prime dizioni, appunti di autori, immagini in 3D (affreschi e quadri si possono osservare nei dettagli grazie allo zoom), video, audio e persino giochi interattivi.
Il racconto che “scorre”
«E’ provato che perdersi all’interno di un museo, anche reale, senza una guida non rappresenta una ricchezza ma un rischio – dice Giuseppe Antonelli – Abbiamo quindi privilegiato una narrazione guidata, non statica, con pillole e curiosità, che non è comunque rigida. Si può entrare o uscire dalle “stanze” in qualsiasi momento per un approfondimento».
I sei percorsi sono organizzati come degli scrollytelling, ovvero un racconto che procede attraverso lo scroll, lo scorrimento di una pagina web, sfruttando elementi visivi e multimediali.
Il Multi è stato realizzato grazie a un progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del FISR 2019. E il suo debutto è accompagnato dall'uscita del volume Verso il Museo multimediale della lingua italiana. Riflessioni, esperienze, linguaggi (il Mulino), un volume curato da Giuseppe Antonelli, con Giacomo Micheletti e Stella Poli, in cui sono raccolte riflessioni e suggestioni legate all’idea di museo digitale e ad alcune esperienze internazionali di musei della lingua. —
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