Sorpresa: nella Vallazza c’è anche il lupo. Intanto istrici e tassi mettono su famiglia
Anche se non li vediamo, loro ci sono. Anzi: se non li accerchiamo brandendo il presunto diritto ad una fruizione visiva ed emozionale della natura, loro staranno meglio, si riprodurranno ed equilibreranno un ecosistema molto provato e accerchiato. Di più. La biodiversità, cioè la ricchezza di organismi viventi, potrà essere così essere coltivata con ottimismo. Ecco allora che con questo spirito bisogna guardare all’incontro di venerdì 26 maggio a Parcobaleno, dove il naturalista Davide Meggiorini ha presentato il monitoraggio degli animali della Vallazza che lui stesso ha perseguito.
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Il focus del lavoro è sull’area che accarezza il corso del Basso Mincio, ma anche Bosco Virgiliano, il polo industriale e l’abitato di Formigosa e Pietole. Un corridoio verde che consente il passaggio di animali dagli Appennini al Nord, ma anche un territorio non troppo vasto che è stato bistrattato e considerato come figlio minore, accerchiato com’è da fabbriche, motocross, depuratore, sbarramento di Formigosa.
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Eppure, quasi paradossalmente, proprio nel suo verde scorbutico e zanzaroso, fatto anche di piccole ma fitte boscaglie, le sorprese della Vallazza sono stupefacenti. Intanto la prima, e più considerevole: il lupo. A due chilometri i linea d’aria da piazza Erbe eccolo, quasi certamente in transito dal Po (e quindi dagli Appennini) verso l’Alto Mantovano e le Alpi. Nel video realizzato da Meggiorini, il giovane esemplare passa, poi si ferma, annusa la fototrappola e fugge, spaventato dall’odore umano.
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Ma non è solo il lupo a stupire noi comuni cittadini. Ad un tratto ecco un istrice con la sua famigliola, ecco un capriolo curioso, ecco una volpe con il suo compagno. Ed ecco, nel video, una famiglia di splendidi tassi che hanno scavato la tana in riva al Mincio e d’inverno l’allestiscono con foglie e rametti per riposare meglio. E poi la beccaccia, il picchio nero, l’allocco, lo scoiattolo rosso.
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La volpe e il cinghiale completano questa galleria di ritratti che fa sorridere di gioia e sospirare di speranza. Biodiversità vuol dire equilibrio: dove viene a mancare un tassello arriva qualcuno a ricavarsi spazio, e può succedere che l’intruso faccia disastri.
«Devo ringraziare - dice Meggiorini, spiegando di non essere un one man band - Massimiliano Bonatti, poi Elisa Padulisi per l’analisi dei dati, il professor Dino Scaravelli dell’università di Bologna e infine il Gruppo Naturalisti Mantovano».
La serata di Parcobaleno ha portato avanti il ciclo “Biodiversità resistente” che si concluderà giovedì 1° giugno alle 21 con l’intervento del professore Marco Bartoli.
«Le conclusioni - dice ancora Meggiorini - sono che bisogna migliorare i collegamenti della rete ecologia con nuovi passaggi verdi. Il Piano di gestione della Vallazza va aggiornato; dobbiamo aumentare il livello della conoscenza e il monitoraggio. Non dimentichiamo che la Vallazza è teatro ogni giorno di illeciti anche gravi contro il patrimonio naturale: servono veri ed efficaci controlli, altrimenti perderemo un patrimonio immenso».
