A Gorizia gli alberi di viale XX Settembre a rischio tra piogge, malattie e raffiche di vento
GORIZIA Gli eventi atmosferici sempre più violenti, negli ultimi anni, hanno lasciato il segno. Così come il naturale volgere del tempo. Qua e là spazi vuoti hanno preso il posto di piante maestose, e altre giovani sono arrivate, ma è una “battaglia” continua, quella in cui sono impegnati gli addetti del Verde pubblico comunale per la salvaguardia di viale 20 Settembre e dei suoi alberi, un pezzo di storia cittadina, l’antico ingresso in città impreziosito da un centinaio di piante lungo la carreggiata. Anche la loro scelta, all’epoca della sistemazione del viale dopo la Grande Guerra, non fu casuale: si optò per gli ippocastani, che con le foglie verdi e le infiorescenze bianche e rosse richiamavano i colori della bandiera italiana.
[[ge:gnn:ilpiccolo:12825157]]
Un viale storico
«Stiamo parlando di un viale storico e dunque interessato da tutela urbanistica, sul quale non si può né si deve intervenire con superficialità – spiega l’assessore comunale al Verde urbano Francesco Del Sordi –. Sugli ippocastani, alberi soggetti a diverse patologie, effettuiamo ciclicamente trattamenti appositi, ma in molti casi parliamo di esemplari molto vecchi, ed è normale possano emergere problemi».
[[ge:gnn:ilpiccolo:12825160]]
Il cambiamento climatico
C’è poi il cambiamento climatico, che fa danni con i suoi eventi improvvisi e violenti, ma che più in generale impone ragionamenti sulla gestione stessa del verde. «Ci poniamo delle domande – dice ancora Del Sordi –. Il clima sta cambiando, c’è sempre meno acqua e gli ippocastani ne richiedono molta. Dobbiamo riflettere sull’opportunità, in prospettiva futura, di puntare su piante più adatte ai nuovi scenari, anche se questo non vuol dire assolutamente che sostituiremo gli alberi del viale».
Il censimento
Alberi che intanto sono stati censiti e inseriti in tre categorie: quelli sani, quelli che per le loro condizioni devono essere monitorati, e quelli malati, che è necessario tagliare o sostituire. «Sulle ultime due categorie, che rappresentano purtroppo la maggioranza, siamo intervenuti e stiamo intervenendo costantemente, spesso provvedendo a piantare nuovi esemplari», spiega ancora Del Sordi. Eppure non sempre lo stato di salute è garanzia di tenuta, in caso di eccezionale maltempo. L’albero fortemente danneggiato dal vento (che è poi stato necessario tagliare) pochi giorni fa, ne è un esempio. «Un tronco può essere cavo, come quello, anche semplicemente per la vecchiaia della pianta, e in ogni caso più volte ci siamo trovati di fronte ad esemplari in salute che però non hanno resistito a improvvise e forti raffiche di vento», dice l’assessore.
Una storia antica
L’impegno è comunque quello di preservare una storia dalle radici antiche. Gorizia in passato era collegata alla parte meridionale della Contea dal Ponte del Torrione – costruito nel 1210 e poi più volte distrutto e ricostruito –, mentre da Lucinico si superava l’Isonzo con un traghetto a teleferica che attraccava in quella che oggi è appunto via della Barca. «I conti Coronini avevano un parco enorme che arrivava fino all’Isonzo, e da loro il conte Formentini acquistò nel 1860 un vasto terreno, costruendo il palazzo che oggi è sede del liceo classico – racconta Sergio Cosma, appassionato ricercatore di storia locale –. Poi nel 1862 sorse la strada, che partendo dal Ponte del Torrione raggiungeva il palazzo e piazza Vittoria, superando il Corno su un nuovo ponte, e non a caso venne battezzata via del Ponte nuovo».
Solo successivamente sarebbe diventata viale 20 Settembre, vedendo piantati dopo le devastazioni della Grande guerra (come si deduce da cartoline d’epoca) gli ippocastani. Quelli che ancor oggi sono prezioso e delicato patrimonio da salvaguardare.
