Gorizia, iniziata l’opera di salvataggio delle sculture di “Tino” Piazza
GORIZIA È stata Rosy Tucci (Gorizia è tua) a portare in campo (cioé in aula) l’argomento. «A che punto siamo con il recupero e la valorizzazione delle sculture di “Tino” Piazza presenti nella cappella dell’ex ospedale civile? Si era detto che il Comune si sarebbe mosso subito».
E, lunedì in Consiglio comunale, una risposta (rassicurante) è arrivata, per bocca dell’assessore comunale al Welfare che ha rapporti diretti con Asugi. Ha fatto sapere di aver effettuato, nei giorni passati, un sopralluogo con il sindaco di Mossa Emanuela Russian assieme ai vertici dell’Azienda sanitaria.
«Ora, la pratica - ha spiegato - è tutta in mano alla Fondazione Carigo e alle Belle arti. Le opere sono state messe in sicurezza e gli accessi chiusi con delle grate, già nel giorno stesso in cui abbiamo effettuato la nostra visita. Alcune opere verranno custodite e valorizzate all’interno della chiesa del Parco Basaglia, per le altre dobbiamo parlare con l’Arcidiocesi per trovare una soluzione soddisfacente». Pare, insomma, che la mobilitazione (chiesta a gran voce dalle figlie dell’artista) stia andando a buon fine. Ma è bene essere come... San Tommaso.
Per il resto, le interrogazioni sono state di varie natura. Si è parlato di sfalci e diserbi, ad esempio. «Siamo fortemente in ritardo», ha dichiarato l’assessore comunale Francesco Del Sordi. L’ha ammesso, nemmeno troppo a denti stretti, nella sala consiliare. A segnalare il problema dell’erba alta era stata la consigliera Eleonora Sartori (NoiMiNoalstrisGo!) che aveva puntato il dito sulle condizioni del parco Bolaffio e di via Palladio. «Da parte nostra - la risposta di Del Sordi - c’è tutto l’impegno affinché l’erba venga tagliata. Dobbiamo fare i conti con il poco personale in forza alla ditta aggiudicataria».
Franco Perazza (Pd) ha interrogato sul lavoro di bonifica previsto alle Casermette. E si è rifatto a un servizio del Piccolo del 10 luglio 2016 in cui si dava conto del progetto da 328 mila euro, ma «tutto è rimasto sulla carta. Una situazione, quella del degrado delle Casermette, che preoccupa i residenti e coloro che svolgono attività artigianali in zona». La risposta è stata affidata allo stesso Del Sordi. «Nel corso degli ultimi 35 anni, tutte le amministrazioni hanno cercato di riqualificare l’area ma la Soprintendenza, nel trascorrere del tempo, ha imposto dei vincoli. Con quei soldi non saremmo riusciti a soddisfare le prescrizioni dell’ente di tutela». Ma c’è la volontà di parlare in Giunta del futuro delle Casermette. Antonio Devetag (Gorizia 3.0) ha ottenuto rassicurazioni dal sindaco su eventuali sponsorizzazioni private per Go!2025 visto che Leonardo, Tim e Enel appoggiarono Matera Capitale della cultura.
Lo stesso Devetag ha puntato il dito sul «bosco ignobile con i ratti» attorno alla sede universitaria di via Alviano. L’assessore Chiara Gatta ha concordato che bisognerà intervenire sul parco dell’Ateneo, pur non essendo di proprietà del Comune.
Sulla questione “ siti turistici” ha parlato Franco Zotti (Zotti contro tutti) ricordando la chiusura di Castello, Parco Coronini, Sinagoga. Ha chiesto conto di quando riaprirà il maniero. «Come faremo a gestirlo con quei quattro “disperati” di dipendenti?», ha dichiarato, proponendo al tempo stesso di introdurre l’ingresso gratuito al Castello. L’assessore Fabrizio Oreti ha ricordato che, prima della chiusura, il biglietto era di 3 euro ma non ha risposto sul quando il manieroo riaprirà e sull’eventuale potenziamento del personale.
