Palli rassicura: «Il nuovo ponte della Becca si farà, entro la fine del mese il primo via libera»
PAVIA. L’iter per costruire il nuovo ponte della Becca non si ferma e la bocciatura dell’emendamento del Movimento 5 stelle per inserire il finanziamento dell’opera nel decreto per il ponte sullo Stretto non avrà effetti sulla procedura. Non hanno dubbi il deputato Alessandro Cattaneo che a Roma ha seguito la vicenda, e il presidente della provincia di Pavia Giovanni Palli che assicura che il ponte si farà e che entro la fine del mese ci sarà la prima svolta con il via libera del consiglio superiore dei lavori pubblici che, per legge, deve approvare la progettazione e la realizzazione di tutte le infrastruttura con un costo superiore ai 100 milioni.
Il nodo dei fondi
La richiesta dei fondi necessari per realizzare il nuovo ponte, oltre 166 milioni, potrà essere avanzata soltanto dopo che il consiglio superiore dei lavori pubblici avrà dato il via libera definitivo alla progettazione, sulla base dei preliminari che, due settimane fa, l’ingegner Gian Michele Calvi ha consegnato a Roma insieme ai dirigenti dell’amministrazione provinciale.
«L’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 stelle e bocciato prevedeva semplicemente di inserire il finanziamento del nuovo ponte della Becca nell’iter per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina – spiega il deputato Alessandro Cattaneo –. Si tratta, evidentemente, di due opere diverse. Per quanto riguarda la progettazione e il finanziamento del nuovo ponte della becca stiamo rispettando la tabella di marcia e non ci sono rallentamenti: semplicemente si devono rispettare i tempi e le procedure».
A che punto è l’iter
Tempi e procedure da rispettare: ma a che punto è l’iter per la progettazione e il finanziamento del nuovo ponte? Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato approvato, lo scorso novembre dalla conferenza di servizi preliminare. La conclusione con esito positivo della conferenza dei servizi è stata trasmesso al consiglio superiore dei lavori pubblici ed entro fine maggio (dopo due sessioni di esame del progetto che si sono svolte il 12 aprile e il 18 maggio) il consiglio Superiore, dovrebbe dare il via libera alla fase successiva, ovvero l’appalto unico per la progettazione e la realizzazione del nuovo ponte della Becca. La ricerca dei fondi, 166 milioni, potrà partire solo a questo punto.
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L’altro giorno, a Roma, i tecnici della Provincia hanno incontrato lo staff del consiglio superiore dei lavori pubblici per definire una serie di dettagli relativi ai collegamenti stradali e nei prossimi giorni Piazza Italia si attende il via libera definitivo al progetto. «Solo a quel punto potrà partire la ricerca dei fondi necessari a realizzare l’opera – spiega il presidente della Provincia Giovanni Palli –. Si tratta di 166 milioni di euro, cifra lievitata rispetto alle previsioni iniziali dopo la crisi Covid, l’impennata dei costi delle materie prime e la ripresa dell’inflazione. Si stratta di fondi per i quali evidentemente sarà necessario l’intervento dello Stato: fino ad ora, come Provincia, abbiamo rispetto tutte le tappe necessarie per arrivare alla consegna del progetto all’Anas che dovrà occuparsi della realizzazione».
L’impegno di Anas
Sull’impegno dell’Anas e sulla necessità di stringere i tempi per arrivare alla posa della prima pietra mette l’accento il presidente di Assolombarda Pavia Nicola de Cardenas: «Ci attendiamo che il nuovo ponte della Becca sia inserito nel contratto di programma di Anas – spiega – come ci aspettiamo una forte convergenza di tutte le forze politiche, a livello locale come nazionale, sulla sua realizzazione. Ad ora rappresenta una enorme strozzatura per la movimentazione merci e l’ennesimo collegamento mancato nelle infrastrutture locali. Crediamo fermamente che l’opera sia altrettanto urgente di altri ponti nel nostro Paese».
Sui tempi per la posa della prima pietra, però, nessuno per il momento si sbilancia: se la fase progettuale può dirsi a buon punto infatti, la ricerca dei fondi necessari deve ancora iniziare e dovrà coinvolgere con ogni probabilità, oltre allo Stato, anche Regione Lombardia.
