Il Tribunale senza personale: «Nessuno verrà mai a Gorizia»
A Roma ha strappato la promessa di una visita ministeriale al tribunale di via Sauro, ma la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Gorizia sa che non servirà a risolvere i gravi problemi di organico che affliggono il palazzo di giustizia isontino: per quello, ci vorrà molto di più. «Non sono ottimista», dice senza mezzi termini Lucia Galletta di ritorno dall’incontro organizzato dalla testata “Avvocati” alla Camera per discutere proprio la questione delle carenze di personale negli uffici giudiziari di Gorizia, Ivrea, Livorno, Prato e Napoli Nord. Al tavolo, oltre alle associazioni forensi, si sono seduti esponenti del ministero della Giustizia, ma la sensazione è che il tema non sia in cima all’agenda politico amministrativa. «La volontà di risolvere il problema c’è, ma solo a parole, non a fatti»: sulla questione è netta la presidente isontina che aggiunge: «Servono interventi strutturali straordinari, non risposte timide».
Entrando direttamente nel merito del problema, Galletta osserva: «Si parla di concorsi, quindi di anni, ma fino a quando non cambieranno le regole, nessuno verrà al tribunale di Gorizia perché è una sede poco appetibile». Il riferimento è al fatto che gli idonei hanno la possibilità di scegliere la propria destinazione. «A breve termine non sembrano esserci soluzioni possibili, ma il problema è che non se ne intravedono nemmeno a medio termine», ribadisce la presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Gorizia.
Nemmeno lo scorrimento delle graduatorie della pubblica amministrazione previsto nel Dpcm pubblicato nei giorni scorsi è utile alla causa isontina. «Prevede di prendere gli idonei e metterli a copertura, ma da noi, tutti gli idonei sono stati già assunti, quindi non possiamo fare riferimento a quel provvedimento. Se non si interverrà con comandi specifici e si lascerà sempre possibilità di scelta, si opterà sempre per la sede più allettante o vicina a casa. In Friuli Venezia Giulia, Pordenone e Udine sono i tribunali che stanno meglio, ma nessuno è comunque a pieno organico. A livello nazionale le carenze sono in media tra il 23 e il 25% e come più volte ribadito, noi siamo oltre il 50%, ma c’è anche chi sta peggio di noi. La situazione di Napoli Nord potremmo dire che è “da terzo mondo” e Prato, dove c’è il principale distretto tessile nazionale, la giustizia è praticamente paralizzata. Il rischio paralisi però riguarda anche noi. Penso al giudice di pace: ce n’è uno e ha competenza civile e penale. Ho fatto presente che è competente anche per uno dei più grandi centri migranti del Paese, il Cpr di Gradisca d’Isonzo. I numeri sono importanti e il giudice di pace non può essere ovunque e fare tutto. O si occupa delle udienze o si occupa delle convalide del Centro per i rimpatri. Per il giudice di pace la situazione è quindi vicina alla paralisi, ma le imprese hanno bisogno di recuperare il crediti. Non si può precludere a un territorio l’accesso alla giustizia».
«Per coprire i posti del personale amministrativo – conclude la presidente – è stato chiesto di domandare aiuto agli enti locali del territorio. L’abbiamo fatto: ho sentito i Comuni e anche la Regione, ma di certo non hanno personale in esubero da dare al Tribunale»
