Anziana morì dopo la caduta dalle scale, assolta l’ex dirigente della Casa Serena di Grado
GRADO È stata assolta dall’ipotesi di reato di omicidio colposo, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La dottoressa Fedora Foschiani, sempre presente a processo, non ha potuto che tradire l’emozione, una volta uscita dall’aula assieme al suo difensore, avvocato Raffaele Conte, evidentemente altrettanto soddisfatto. Sentimenti visibili dal sorriso e dagli occhi lucidi per aver finalmente trovato pace. Lei, la sola imputata, liberata da un’accusa che ha sempre sentito, nel profondo della sua stessa coscienza, non appartenerle.
All’epoca direttrice di Casa Serena, per la quale il Comune di Grado aveva affidato la gestione a L’Onda Nova (l’assicurazione della Cooperativa aveva risarcito i danni ai familiari dell’anziana) nell’ufficio ricavato all’interno della struttura, aveva compiti di natura amministrativo-economica, il suo impegno era deputato al controllo in questi termini del rispetto contrattuale dell’appalto.
Mercoledì, il giudice monocratico Marcello Coppari, si è subito ritirato in Camera di Consiglio, la sentenza era quanto calendarizzato per quest’ultima udienza. Poi, la lettura del dispositivo: il Tribunale di Gorizia assolve Fedora Foschiani per il reato ascrittole, perché il fatto non sussiste, è quanto sostanzialmente pronunciato. Il decesso dell’86enne Nelly Cerri era avvenuto il 29 gennaio 2016 all’ospedale, una ventina di giorni dopo la caduta dalle scale di Casa Serena.
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, sono emersi innumerevoli aspetti. Tra questi proprio il fatto che nel suo ruolo di responsabile della casa di riposo, quale dirigente di Posizione organizzativa del Comune di Grado, Foschiani non poteva intervenire nella gestione del personale assistenziale e infermieristico, né era tenuta ad occuparsi dei turni degli operatori alle dipendenze della Cooperativa L’Onda Nova, come pure segnalare eventuali problematiche o ulteriori fabbisogni.
Un’apposita equipe di valutazione inoltre si occupava di fornire un parere su ogni esigenza di copertura del personale infermieristico e assistenziale; un organismo multidisciplinare, cui competeva l’individuazione dei piani di assistenza individualizzata rispetto agli anziani ospiti. Nè erano mancati nella casa di riposo le ispezioni a sorpresa di ispettori della Regione, ai fini del controllo dei requisiti previsti dalla normativa regionale. Spettava quindi a L’Onda Nova la gestione del personale, l’eventuale individuazione di ulteriori fabbisogni non previsti dal contratto.
Il giudice si è riservato 60 giorni per il deposito delle motivazioni alla sentenza. «Ci siamo stupiti che la dottoressa Foschiani sia stata rinviata a giudizio. Non c’era nulla che potesse essere riconducibile alle sue mansioni dirigenziali. Cosa poi avesse mancato rispetto alla contestazione di omicidio colposo non si sa – ha detto l’avvocato Conte –. La delega del Comune ad una cooperativa la rendevano evidentemente non responsabile di compiti organizzativi nella struttura, tutto era delegato alla società appaltatrice. Spiace che per anni la mia assistita abbia dovuto subire questo processo».
