Ricrestate, graduatorie sbagliate: sono da rifare. La protesta delle famiglie di Trieste
TRIESTE Prima l’ok all’accoglimento nei Ricrestate. Poi una mail che, a sorpresa, smentisce tutto. Genitori sul piede di guerra giovedì, con graduatorie in tilt per quanto riguarda il servizio estivo che ogni anno coinvolge migliaia di bambini.
Il Comune
Il Comune precisa che si tratta di un problema di natura “tecnica”, legato a Insiel, ma l’azienda informatica esclude al momento la presenza di un disguido di questo tipo e spiega come siano in corso accertamenti e verifiche. Intanto sulle pagine del servizio comunale online è apparso un avviso, che però non ha placato rabbia e malumori diffusi tra mamme e papà. Che peraltro sottolineano anche un ritardo dell’uscita delle liste. Anzi, le famiglie chiedono con urgenza che ci siano tempistiche precise per sapere con chiarezza l’esito delle domande presentate.
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Ma facciamo un passo indietro. Giovedì molte persone, che hanno presentato domanda di iscrizione per i propri figli al servizio, ricevono a stretto giro due tipi di comunicazione: la prima segnala – a seconda dei casi – che il bambino o ragazzo rientra nei posti disponibili o che è in lista di attesa, la seconda che si è verificato un errore. E che dovranno attendere per conoscere l’esito.
L’assessore comunale alle Politiche dell’Educazione, Nicole Matteoni, spiega che si tratta di «problemi tecnici che Insiel sta risolvendo, il Comune non c’entra» e che oggi tutto dovrebbe tornare regolare. Nel frattempo online è stata pubblicata una nota: «Si informa che le graduatorie dei Ricrestate di cui è giunta notizia via mail presentano non corretti computi dei punteggi. Si invita l’utenza a seguire i prossimi aggiornamenti via mail e anche sulla pagina www.triesteducazione.it per la corretta definizione della graduatoria». Nessuna difficoltà invece segnalata per i centri estivi.
Insiel
Da Insiel fanno sapere che non c’è un’evidenza di alcun problema di tipo tecnico, ma che sono in corso verifiche, necessarie per risalire all’origine dell’inghippo.
Ma cosa sta succedendo quindi? Dall’avviso pubblicato sembrerebbe un errore nella formulazione dei punteggi finali, ma al momento il quadro non è chiaro e si attendono ulteriori novità.
Le reazioni dei genitori
I genitori nel frattempo sono furiosi e si sono sfogati anche sui social, sottolineando che ogni giorno di ritardo aumenta la difficoltà nel predisporre in tempo un piano alternativo in caso di mancato accoglimento.
E sperano che venerdì i risultati siano pubblicati già in mattinata, e che siano corretti e definitivi, anche perché poi, con il weekend alle porte, tutto rischia di slittare a lunedì, mentre tante famiglie sono alle prese con esigenze urgenti. «La felicità per l’accoglimento al servizio è durata pochissimo, meno di mezzora, perché nella mail giunta poco dopo c’era la smentita.
Ci è sembrata una vera e propria presa in giro – racconta Gabriella, una mamma che ha presentato domanda di iscrizione per la figlia al Ricrestate della Collodi – e in questa situazione ci sono tanti altri genitori, che aspettano per definire i piani ferie o che hanno già effettuato pre-iscrizioni nei centri estivi privati e devono capire il da farsi. Già le graduatorie sono uscite in ritardo, visto che le attendevamo a metà mese, adesso c’è anche questo caos. Serve chiarezza, e in tempi brevi: tutti hanno bisogno di poter programmare serenamente l’estate».
Anche Francesca, con due figli, ha avuto la stessa doppia risposta. Prima bimbi accolti. Poi l’avviso che le liste erano sbagliate. «Dopo la comunicazione ricevuta ho iniziato subito a pianificare l’estate, a pensare a come sistemare le ferie con mio marito. E ci siamo fatti i conti con date e disponibilità, ma dopo mezzora ecco che tutto è cambiato. Il problema grosso – sottolinea – è che non si sa quando la situazione verrà risolta, visto che nell’avviso non si legge nulla sulle tempistiche. Intanto sul lavoro stanno aspettando il nostro piano ferie. Ancora. Anche perché le graduatorie sono uscite tardi e non si sa in questo momento quando potremo consultarle. Il servizio fornito ai bambini, in sé, è ottimo, ma l’organizzazione non funziona. Vorremmo sapere chi pagherà per questo disguido».
