Comunali, il centrodestra conquista Latina ma non sfonda: Brescia resta al Pd, ballottaggi ad Ancona, Siena e altri quattro capoluoghi
Il comune più grosso al voto lo porta a casa il centrosinistra, che conferma (di fatto) l’amministrazione uscente a Brescia: “Questo risultato è figlio del buon governo di questi dieci anni”, dice la dem Laura Castelletti, che vince già al primo turno (forte del suo 55%) la sfida con Fabio Rolfi del centrodestra (41,5%). Castelletti è l’ex vice di Emilio Del Bono, primo cittadino dal 2013 fino allo scorso marzo, quando ha traslocato al Consiglio regionale della Lombardia con il record di preferenze. “È un’emozione essere la prima donna sindaco di Brescia, una soddisfazione aver vinto al primo turno. La città ha dato una chiara indicazione della strada da percorrere”, dice la neo-sindaca festeggiando in piazza della Loggia, mentre a risultati acquisiti le arriva la telefonata di congratulazioni della sua segretaria Elly Schlein.
Sulla seconda città lombarda, considerata in bilico alla vigilia, puntava fortissimo il centrodestra: Giorgia Meloni e Matteo Salvini si erano presentati entrambi alla chiusura della campagna elettorale per spingere Rolfi (ex assessore regionale leghista) al ballottaggio. Non è servito, e questa è la maggiore delusione per l’alleanza di governo in questa tornata di amministrative (595 centri in totale tra sabato e domenica). Nelle altre maggiori città al voto, però, i candidati di FdI, Lega e Fi sono tendenzialmente avanti, anche se non sfondano: su 13 capoluoghi di provincia, otto erano governati dal centrodestra, cinque dal centrosinistra. All’esito del primo turno, il centrosinistra ne porta a casa due, il centrodestra cinque (guadagnandone uno), mentre altri sei andranno al ballottaggio (in un caso, tra due candidati di area conservatrice).
A cambiare colore già al primo turno è Latina, dove Matilde Eleonora Celentano travolge col 70% l’ex sindaco Damiano Coletta, sostenuto dal “campo largo” Pd-M5s ma nonostante ciò fermo al 30%. Il ribaltone non riesce (ancora), invece, ad Ancona, unico capoluogo di regione chiamato alle urne, amministrato finora da Valeria Mancinelli del Partito democratico: qui Daniele Silvetti (Fi, FdI, Lega, civiche) è in vantaggio col 45,6% sul 41% di Ida Simonella (Pd e centristi), ma i due dovranno vedersela al ballottaggio tra 15 giorni. Tra i comuni già governati, la coalizione guidata da Meloni conferma a suon di voti Imperia (dove Claudio Scajola vince col 61,7%), Treviso (Mario Conte al 64,9%) e Sondrio (Marco Scaramellini al 59,6%), spuntandola anche a Pisa: il leghista Michele Conti scavalla di poco la soglia del 50% (51,8%) staccando Paolo Martinelli del centrosinistra (40,1%).
Andranno al ballottaggio gli altri due capoluoghi toscani: a Massa l’uscente Francesco Persiani (Lega e Forza Italia, senza FdI) si ferma al 33,7%, tallonato dallo sfidante di centrosinistra Enzo Ricci (30,5%). Il Pd può sperare invece di strappare Siena al centrodestra: la candidata dem Anna Ferretti (30,3%) è in leggero vantaggio su Nicoletta Fabio (28,7%). Proprio nella città del Palio la segretaria Schlein aveva scelto di chiudere la campagna. Testa a testa anche a Vicenza: l’uscente Francesco Rucco (centrodestra) è leggermente indietro rispetto allo sfidante Giacomo Possamai, capogruppo del Pd in consiglio regionale. Sarà decisivo il secondo turno. Il centrosinistra riconferma Teramo al primo turno con Gianguido D’Alberto, al 53,3% contro il 37,8% di Carlo Antonetti. Ballottaggio invece a Brindisi, governata finora da Riccardo Rossi di Europa Verde: Pino Marchionna (centrodestra) è in vantaggio col 44% su Roberto Fusco (centrosinistra).
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