Adunata degli alpini, primo bagno di folla all’anteprima della grande sfilata
UDINE. Partite da Porta Aquileia sotto la pioggia, precedute dalla fanfara della Julia e da un’onda di applausi sempre più forte, ad accoglierle in piazza Libertà è stato uno squarcio di sereno e, soprattutto, la prima vera folla dell’Adunata 2023.
Anteprima di sfilata, venerdì 12 maggio, con l’omaggio alle bandiere di guerra e al labaro nazionale dell’Ana. Via Aquileia, via Vittorio Veneto: un cordone ininterrotto di penne nere, di mogli, di giovani e meno, udinesi e no, con i telefonini puntati sule protagoniste dell’evento «che hanno un significato di unità e compattezza, quello che gli alpini sempre fanno», per dirla con le parole di Sebastiano Favero, presidente nazionale Ana.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12795213]]
Eccole, dunque: la bandiera di guerra del 14° reparto supporti tattici alpini decorata di sette medaglie, di cui una all’Ordine militare d’Italia e due d’oro al valor militare; la bandiera di guerra dell’8° reggimento alpini decorata di sei medaglie, di cui una Croce di cavaliere dell’Ordine militare d’Italia e due d’oro al valor militare; lo stendardo del reggimento Piemonte Cavalleria 2° decorato di quattro medaglie di cui due d’argento al valor militare; la bandiera di guerra del 3° reggimento artiglieria terrestre da montagna decorata di quattro medaglie di cui due d’oro al valor militare.
E, a chiudere la prima sfilata col bagno di folla, il labaro dell’Ana, 212 medaglie d’oro al valor militare e quattro per benemerenze civili, scortato dall’intero consiglio nazionale.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12802908]]
«Stasera sfilano tre bandiere di guerra, normalmente è una sola, dei tre reggimenti che fanno riferimento alla Brigata Julia. È un momento importante di ricordo e di memoria», aggiunge Favero.
Pioggia o no, tante penne nere hanno voluto esserci. In testa al primo settore la fanfara della sezione Ana di Udine di Vergnacco, quindi il vessillo sezionale scortato dal presidente Dante Soravito de Franceschi e, subito dopo, quelli delle altre sette sezioni della regione: Pordenone, Trieste, Gorizia, Carnica, Gemona, Palmanova e Cividale.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12802304]]
A seguire tutti gli altri vessilli, a decine, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, dalla Puglia al Veneto passando per il centro Italia, con l’Abruzzo cuore pulsante, e i gagliardetti, ognuno dei quali «racconta la storia di un paese», per dirla con le parole dello speaker, l’avvocato coneglianese Nicola Stefani, sottotenente degli alpini.
Ancora i rappresentanti Ifms, la Federazione internazionale soldati di montagna, cui l’Ana fa parte, giunti da Slovenia, Austria, Svizzera, Grecia e Francia.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12802306]]
Una cerimonia che simbolicamente, fa presente il luogotenente Massimo Blasizza, addetto stampa della Julia, rappresenta la partenza delle bandiere di guerra di alcuni reggimenti della Brigata verso la città ospitante, dalle caserme dove molti friulani e no, hanno passato un anno, e forse anche più, della loro giovinezza.
Ecco spiegato il perché di tanta emozione, di tanti occhi lucidi. «Un po’ di pioggia possiamo anche prenderla, quando facevamo le marce ne avevamo presa tanta e non solo quella...», si ricorda da dietro le transenne. «Pioggia che fa scorrere via le maldicenze», rilancia lo speaker.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12801961]]
In seconda battuta l’arrivo dei reparti in armi, agli ordini del colonnello David Colussi, comandante dell’8°. L’ideale teatro di piazza Libertà è davvero al completo.
Come quinte due striscioni: “Benvenuti alpini” e “Zero tolerance e gli alpini contro la violenza di genere”. In “platea” migliaia di penne nere e no. Gli ombrelli si chiudono uno dopo l’altro, anche se la pioggia smetterà di cadere solo più tardi.
Silenzio quando il comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Ignazio Gamba, passa in rassegna lo schieramento. E poi l’inno nazionale e quello degli alpini uniscono musica e voci, tante voci.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12802768]]
«Facciamo sentire loro l’affetto che li circonda», perché dietro ogni alpino e ogni alpina c’è una storia, una famiglia, una quotidianità, una scelta, l’incarnazione di valori. Andrea Adorno ne è un esempio, primo graduato ancora in servizio ad ottenere la medaglia d’oro al valor militare.
Subito dopo la cerimonia il gonfalone del Comune, pure decorato di medaglia d’oro al valor militare, e le bandiere di guerra sono state portate sotto la Loggia del Lionello dove è stato possibile visitarle.
Normalmente durante l’adunata la bandiera di guerra resta in consegna al sindaco; nel caso di città ospitanti l’adunata sede di caserme, invece, tornano subito nei rispettivi reparti.
Così succede anche quest’anno: la bandiera di guerra dell’8° a Venzone, del 14° alla Spaccamela di Udine, del 3° a Remanzacco e quella del Piemonte Cavalleria 2° a Villa Opicina. Così termina la seconda giornata di adunata: «Indimenticabile».
