Triestina calcio, 90’ di fuoco per non dire addio alla C
TRIESTE La permanenza in serie C o l’incubo della D. Restare nel calcio che conta o sprofondare nell’inferno dei dilettanti. Sabato allo stadio Ferruccio di Seregno, dove alle 17.30 va in scena il ritorno dei play-out fra Sangiuliano City e Triestina (arbitra Di Marco di Ciampino), l’Unione si gioca il suo futuro.
In quest’ultima sfida si racchiude l’intera sofferta e travagliata stagione alabardata: l’inizio deludente, poi la discesa negli abissi, quindi la rocambolesca resurrezione che sta dando ancora una speranza al popolo alabardato. Arriva dunque la resa dei conti, l’atto finale.
MISSIONE. E per la Triestina non ci saranno appelli: c’è una sola missione da compiere per salvare la categoria: battere il Sangiuliano City. Il pareggio dell’andata al Rocco, infatti, ha permesso alla squadra di Ciceri di conservare il vantaggio dei due risultati su tre a disposizione. Gli esiti dell’indagine su Pergolettese-Triestina che bisognerà aspettare, o le incertezze permanenti sugli assetti societari, oggi non contano niente. Oggi conta solo il campo: è lì che l’Unione deve conquistare la sua salvezza.
TIFOSI. A spingere la Triestina ci sarà un esodo alabardato come da tempo non se ne vedevano. Ci saranno oltre 600 tifosi dell’Unione a Seregno, probabilmente anche di più: oltre al settore degli ospiti pieno con i 554 biglietti volatilizzati in breve, ci saranno alcune decine di supporters anche in tribuna. Quasi una partita casalinga, visto che il Sangiuliano non può certo vantare una tifoseria molto numerosa.
ATTEGGIAMENTO. Sul piano tattico l’enigma che mister Gentilini dovrà risolvere è presto detto: partire all’arma bianca e forzare per sbloccare subito il risultato, oppure conservare un certo equilibrio per non rischiare il patatrac, cercando comunque di sfruttare la zampata buona, e poi sfoderare tutte le armi nella mezz’ora finale se il risultato non si sarà sbloccato? In ogni caso, Gentilini ha il merito di aver portato la Triestina fin qui, quando ormai non ci credeva più nessuno, quindi merita fiducia.
SEGNARE. Di certo, stavolta, è obbligatorio segnare se si vuole salvare la pelle. E sappiamo quanta fatica faccia la Triestina ad andare in rete. Non rincuora il fatto che nelle tre partite di questa stagione contro il Sangiuliano, la Triestina non abbia fatto nemmeno un gol. Se non arriva l’episodio favorevole, potrebbe insomma servire qualcosa di diverso. Se non a livello di assetto, magari per quanto riguarda gli uomini.
FORMAZIONE. E allora come se la giocherà Gentilini? Impossibile dirlo. La logica dice che davanti a Matosevic ci sarà la coppia Masi-Piacentini, con Germano a destra e Rocchetti a sinistra, ma in partite come queste un posto a Malomo andrebbe trovato, anche per la sua pericolosità offensiva calci piazzati: sarà lui allora il terzino destro? In mezzo al campo la coppia Gori-Celeghin, con Lollo pronto a entrare in corso d’opera, mentre per le corsie esterne i favoriti sono ancora Tessiore e Paganini, ma non sono escluse sorprese. In attacco, se ce la fa Mbakogu sarà la prima punta, altrimenti è pronto Adorante. Ma per l’altro posto tante candidature sono buone, da Minesso a Tavernelli, da Pezzella a Felici, che però potrebbe essere utilizzato da esterno a partita in corso. Tutti saranno importanti, ma una sola cosa sarà fondamentale: la vittoria. Altrimenti sotto l’Unione si spalancherà una voragine buia e chissà quanto profonda.
