Tifosi della Triestina, in 500 per la trasferta a Seregno: «Crediamo nella salvezza, ma serve rischiare di più»
TRIESTE. I tifosi alabardati si preparano al match di ritorno con il Sangiuliano che si giocherà sabato alle 17.30 a Seregno. Cinque i pullman predisposti, ma anche tantissime auto e qualche pulmino al seguito. Nel settore ospiti sono stati concessi 550 biglietti. Per questa partita di ritorno, però, i tifosi vorrebbero più coraggio e maggior spirito garibaldino fin dal via, senza attendere il finale per cercare il gol.
Il Triestina Fan club Bar Capriccio
A partire da Michele Bertocchi, del Triestina Fan Club Bar Capriccio: «Al ritorno sarà una battaglia, però noi siamo la Triestina e vorrei una squadra senza paura, che se la giochi fin dall’inizio. Non voglio certo fare il tecnico, per carità, però sfrutterei dalla panchina certi giocatori non solo per l’ultimo quarto d’ora. E a Seregno partirei subito per fare gol, senza aspettare la parte finale. Abbiamo giocatori come Felici che credo possano fare la differenza e ora bisogna vincere, non ci sono più alternative. Otteniamo intanto la salvezza sul campo. Poi penseremo al resto».
Gentilini vicino alla squadra
Per quanto riguarda le parole del presidente Giacomini, Bertocchi osserva: «Io dico che Trieste ha dimostrato per l’ennesima volta di stare vicino alla squadra, nonostante un anno pieno di problemi. Per questo spero in futuro di avere una società più vicina alla città e alla tifoseria a livello umano, e più presente sul territorio». Vuole una squadra più disposta a rischiare e maggior chiarezza dalla società anche Sandra Perosa delle Mule Alabardate: «Quella del Rocco era una partita che bisognava vincere: non che la Triestina abbia fatto male, ma forse bisognava rischiare di più prima, non solo negli ultimi venti minuti. A me Gentilini piace, ho fiducia in lui, poi vede ogni giorno i giocatori e sa come stanno. Io però tenterei di azzannare subito gli avversari, aspettare di farlo alla fine è sempre un’incognita, anche se a Crema è andata bene. Sabato la vedo dura, ma come sempre ci credo fino alla fine, anche perché secondo me i giocatori sono carichi e ci tengono. Di tutta la storia dell’inchiesta, sarà quel che sarà, ora mettiamola da parte e facciamo i tifosi. Riguardo a Giacomini, quello che ha detto posso farmelo anche andare bene in questo momento, ma solo dopo sapremo se rimarrà davvero in ogni caso. E comunque permane tanta incertezza sull’assetto societario».
Il Club di Mattonaia
Ancora più secco nei giudizi Franco Della Gala, del Triestina Club Mattonaia: «Per me non bisogna aspettare sempre che la dea bendata ci dia una mano come a Crema. Invece vedo applicare lo stesso modulo, per me sbagliando. Le quattro punte non andavano messe a 10 minuti dalla fine, ma molto prima, visto che bisognava vincere. Del resto i numeri parlano chiaro: quanti gol ha fatto questa squadra? Insomma mi pare non sia stata preparata bene, anche sul piano mentale. Se a Seregno si entra in campo volendo fare la partita, allora ci sono possibilità di salvare la serie C, ma se entriamo come sabato scorso, sarà serie D. Felici è l’unico che punta l’uomo, per me è da mettere subito. Poi non rinuncerei mai a Malomo, unico a essere pericoloso sulle palle inattive». A Della Gala non sono piaciute neanche le parole del presidente Giacomini: «Non ha spiegato perché i soci che dovevano entrare non sono entrati: che problematiche ci sono state? Chi sta facendo l’ad? Vedo sempre un doppio atteggiamento. Poi dice che i debiti saranno saldati entro settembre: e il mercato come si fa? Insomma servirebbe maggior chiarezza. Senza dimenticare che c’è un’indagine per illecito sul groppone. Spero che sabato almeno riusciamo a prenderci una soddisfazione sul campo, entrando col piglio giusto per vincere». —
