“Il viaggio di Pinocchio” è di Zannerini la prima opera sul burattino di Collodi
Che le favole siano fonte d’ispirazione per i compositori non è una novità, e l’autore più gettonato in questo senso è stato Charles Perrault, con la sua ‘Cenerentola/Cinderella/Cenicienta’ in cima alla classifica delle preferenze, musicata dai vip Rossini, Massenet e Wolf Ferrari ma anche, nel 1966, dal semisconosciuto cileno Jorge Peña Hen. Invece per Pinocchio di Carlo Collodi la prima volta in musica la si deve a Severino Zannerini, violoncellista, direttore d’orchestra, compositore nonchè, da sempre, appassionato cultore del burattino di legno, che ha voluto protagonista della sua nuova opera da camera “Il viaggio di Pinocchio”, per la quale firma testo e musica.
La storia è ambientata in una libreria triestina, dove il proprietario toscano Giannettino, per far ripartire lo scarso giro d’affari, decide di mettere in vendita online la sua preziosa collezione di Pinocchio tradotto nei diversi dialetti del Friuli Venezia Giulia, aiutato dall’assistente Minuzzolo. Durante la vendita, che procede con un certo successo, un coro di voci bianche prova i brani de “Il viaggio di Pinocchio” per un concorso corale che avrà luogo a Collodi, ma si narrano anche alcuni episodi dell’immediato secondo dopoguerra che riguardano Trieste e Pinocchio.
«Ho voluto citare – spiega Zannerini – la nascita della rivista ‘Il Grillo parlante’ gestita dagli studenti dei Licei ‘Duca d’Aosta-Silio Valerio’, l’affaire dei francobolli delle Poste Italiane con la sovrastampa del territorio libero di Trieste e la dedica a Collodi con il luogo di nascita errato, emessi il 26 ottobre 1954, giorno del ritorno di Trieste all’Italia e per tale motivo immediatamente ritirati dalla circolazione. E ancora l’inaugurazione della statua di Pinocchio creata da Nino Spagnoli per il parco di Villa Revoltella».
E si parla anche di ‘Pinocchiate’, collegate con la mancata richiesta alla Siae di rinnovo dei diritti d’autore (scaduti nel 1940) da parte degli eredi di Collodi. «A seguito di tale dimenticanza la storia di Pinocchio – dice Zannerini – divenne di dominio pubblico e tutti poterono e possono ancora copiare, cambiare o adattare la trama senza pagare nulla, purchè venga depositata alla Siae la versione personale che viene appunto chiamata ‘pinocchiata’. Per esempio, è questo il caso di ‘Pinocchio cuore di legno’ di Pietro Spirito, fumetto noir illustrato da Nadia Zorzin».
Sul versante musicale l’opera è articolata in undici episodi, dei quali cinque composti da Zannerini per l’occasione mentre gli altri sono sue trascrizioni e adattamenti per orchestra da camera di canzoni e brani di autori e complessi come I Pooh, Lucio Dalla, Nicola Piovani, Rossini e Leight Harline. Ne sono interpreti il tenore Francesco Paccorini (Giannettino), il baritono Goran Ruzzier (Minuzzolo) e il soprano Monica Cesar (la maestra e direttrice dei cori), con la partecipazione dei cori Nuovo AuriCorale Viva Voce e MiniCoro VivaVoce di Trieste. L’Orchestra dell’Opera Giocosa del Friuli Venezia Giulia diretta è diretta da Zannerini. La libreria–bancarella è di Marcello Tognoni, le figure in legno pinocchiesche di Giorgio Burgnich, i costumi di Silvia Bartole.
Il concerto - che si terrà stasera alla Sala Luttazzi con inizio alle ore 20.30 e vedrà la presenza di Pier Francesco Bernacchi presidente della Fondazione Nazionale “Carlo Collodi” - rientra nella VII edizione di “Musica senza senso”, progetto dedicato a musica e disabilità sensoriali, ideato e realizzato dall’Istituto Vivaldi di Monfalcone per la direzione artistica di Severino Zannerini, e inserito nella rassegna della Sala Luttazzi (Magazzino 26 di Porto Vecchio) con il contributo della Regione. Nella prima parte del programma verrà eseguito il ‘Concerto in re magg. per pianoforte e archi BWV 1054” di Johann Sebastian Bach, solista Gianluca Casalino.
