Le fanfare non suoneranno, concerti zittiti dalla burocrazia: la protesta e che cosa è successo
«Non c’è Adunata che non abbia una propria colonna sonora». Lo sostiene l’Ana nazionale sul sito di presentazione del raduno di Udine, evento che, però, rischia di non avere la più emblematica tra le colonne sonore per le penne nere, quella delle fanfare. Se i concerti dei cori sono già stati fissati, con una settantina di esibizioni nelle chiese cittadine tra venerdì e sabato, non c’è traccia di eventi pubblici con le fanfare.
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E non mancano le polemiche
A sollevare il caso sono i componenti della “fanfara Veci della Julia” – una delle cinque in attività; tra quelle in armi e delle sezioni Ana sono 70 –, Marco Costantini e Loris Sebastianutti: «Non ci viene data la possibilità di esibirci sabato per allietare la cittadinanza. Siamo circa 200 musicisti provenienti da tutta Italia che hanno fatto la naja nella nostra bella città al servizio della fanfara Julia. Sarebbe proprio inaudito che la Julia, a “casa” sua, non potesse celebrare in musica l’adunata nazionale».
Anche perché la fanfara Veci della Julia è nata proprio a Udine, nel 1996, sul terrapieno di piazza Libertà, quando a suonare furono oltre 300 componenti diretti dal maestro Pino Costa. Per lui, quella all’Adunata 2023, sarebbe l’ultima direzione della fanfara Veci dopo 26 anni di raduni alpini in tutta Italia. «A oggi – rimarca Costantini – ci ritroveremo per restare fermi alla scuola Valussi fino alla sfilata di domenica, quando verso sera anticiperemo la sezione di Udine».
Solo durante la sfilata
Ufficialmente, infatti, le fanfare si esibiranno solo durante la grande sfilata, al seguito delle diverse sezioni che dal mattino alla sera si alterneranno tra piazzale Osoppo e via Aquileia. Questo nonostante, al momento, non esista alcun divieto o ordinanza che impedisca alle fanfare di suonare in città durante l’Adunata.
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Una consuetudine diffusa in tutti raduni alpini, che solitamente richiama l’attenzione di molte persone. Ed è proprio il rischio di affollamento, visto che a Udine sono previste oltre 400 mila presenze nell’arco di quattro giorni, ad aver messo in allarme le istituzioni locali. Ne è nata una raccomandazione a non creare affollamenti in piazze o luoghi non gestibili e, quindi, potenzialmente pericolosi sotto il profilo della sicurezza. Un invito fatto circolare dalla questura e subito fatto proprio dalla polizia locale.
Le parole del vicesindaco
A spiegare perché non ci siano esibizioni di fanfare in città, è il vicesindaco Alessandro Venanzi: «Manifestazioni programmate richiederebbero autorizzazioni e misure preventive stabilite dal Tulps (il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) non realizzabili in un’area affollata e non delimitabili». Detto questo, però, Venanzi specifica come «ciò non significa che non possano suonare, ma solo che non è possibile programmare uno spettacolo».
Quindi le fanfare ci saranno ed è immaginabile che improvviseranno una o più esibizioni nel momento in cui troveranno le condizioni opportune per farlo. Per esempio in una piazza rialzata, o in una via particolarmente ampia, tra venerdì e sabato.
