Addio a Zoratti, il campione dei pesi col garbo dei grandi
Marcello Zoratti se n’è andato. L’ex campione di sollevamento pesi, pioniere di questa disciplina a Udine e con le sue imprese sportive capace di mettere il Friuli al centro del mondo di questo affascinante sport, è morto all’ospedale di Udine.
Aveva 83 anni, fatale gli è stata una leucemia che ha cercato di sconfiggere con la stessa grinta con cui alzava da giovane quei suoi amati pesi.
Con lui se ne va un grande pezzo di sport udinese. Con lui se ne va non solo un atleta, ma un dirigente sportivo di primo livello, capace di collezionare incarichi su incarichi e di ricevere riconoscimenti su riconoscimenti nel corso della sua lunga carriera.
Nella vita lavorativa Zoratti era stato un pezzo importante della macchina organizzativa del Comune di Udine.
Apprezzatissimo funzionario delegato proprio al rapporto con le associazioni sportive della città. Sì, perché tra leggi, leggine, regolamenti, palestre, Zoratti letteralmente ci sguazzava.
Con quel modo di fare da uomo d’altri tempi. La definizione, perfetta per i tanti che conoscevano Marcello Zoratti, è di un suo grande amico, il professor Flavio Pressacco.
« Sì, Zoratti - spiega - era veramente un uomo d’altri tempi. Di una fedeltà rustica, istintiva, non mediata dall’intelligenza o dal ragionamento. Quando sentiva empatia entrava in un contatto e creava per i privilegiati un’atmosfera fiabesca di affetto, condivisione e collaborazione».
Non c’è altro da aggiungere, se non far entrare virtualmente nella sua seconda casa il lettore. Che era la sala pesi del palasport Benedetti di via Marangoni, una sua creatura, che custodiva gelosamente e migliorava aggiungendo tassello dopo tassello.
Per questo Zoratti era l’irrinunciabile segretario dell’ “Associazione amici del Benedetti”, il sodalizio nato per portare nel futuro la casa dello sport cittadino facendo una cosa importantissima cioè conservando la memoria di anni incredibili di sfide sportive.
Con lo stesso Flavio Pressacco e Lucio Coccolo era uno dei motori del progetto, ed è meraviglioso che proprio il Marangoni ieri sera si sia magicamente riempito di tifosi festanti per spingere al successo la squadra di basket della Delser.
Ecco, Zoratti ne sarebbe stato fiero. Così come lo era dei giovani pesisti che lui, con la sua esperienza, spronava a migliorarsi ogni giorno. Del resto l’agonista l’aveva fatto e alla grande da 1957 sino al 1965, con nel 1958 la storica conquista a Pisa del tricolore a squadre davanti alle Fiamme Oro.
Nel 1963 ha promosso la fondazione della gloriosa Associazione Pesistica Udinese, (la società più scudettata della Provincia con 4 tricolori a squadre nel 1978-1979-1984 e 1985) della quale è ininterrottamente presidente dal 1967.
Era maestro di pesistica dal 1966, arbitro internazionale benemerito. Nel 1968 ha persino allenato la nazionale libica. È stato presidente della Commissione tecnica europea.
Ha avuto decine incarichi nella federazione mondiale, dal 1987 al 2004 vice presidente di quella europea, era cardine della Sezione di Udine degli Azzurri olimpici a di vice presidente della. Ancora arbitro interazionale, ufficiale di gara alle Olimpiadi di Atene del 2004.
Gli sono state conferite tre Stelle al Merito sportivo: bronzo nel 1974, argento nel 1983 e oro nel 2000. È commendatore al merito della Repubblica Italiana nel 2006. Stella al merito sportivo del Coni dal 2011.
«Sono molto dispiaciuto ed addolorato – ha detto il presidente del Coni Fvg Giorgio Brandolin – perché Marcello Zoratti è stato un grande dirigente. Ma non solo per il mondo della pesistica, per il quale è stato un vero e proprio punto di riferimento, ma proprio per tutti gli sport.
Ed è a nome di tutto il mondo dello sport regionale che mi sento di esprimere le condoglianze alla famiglia per la grave perdita di un grande uomo. Non solo di sport». Insomma, l’avrete capito: se n’è andato un grande. Che mancherà.
