Valle di Cadore in festa: ha riaperto la chiesa di San Martino
Grande folla a Valle di Cadore per la riapertura della storica chiesa di San Martino, chiusa due anni fa per il rischio di crollo. L'hanno salvata - come hanno sottolineato il presidente della Regione Luca Zaia, il vescovo Renato Marangoni, il sindaco Marianna Hofer - la passione della gente, della comunità, e la professionalità dei progettisti e dei lavoratori, dell'impresa.
Ma anche il coraggio di tenere duro - secondo l'assessore regionale Giampaolo Bottacin - pure quando il destino della pieve sembrava quello del definitivo abbandono perché non si trovava la roccia sulla quale piantare i 150 pali di sostegno.
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La cerimonia si è svolta in due momenti. Zaia, nella parte civile, ha spiegato perché la Regione ha finanziato l'opera con un milione e 100 mila euro. La chiesa, ha detto, è il simbolo identitario di questa comunità. Testimonia la capacità di reazione, ha aggiunto, di questo popolo.
«Non sembra vero», ha ammesso il vescovo Marangoni durante la solenne concelebrazione di riapertura, con una decina di altri preti e alla presenza di tutti i sindaci del Cadore, oltre che di così numerosi fedeli che non tutti sono riusciti ad entrare in chiesa.
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Il vescovo ha ringraziato la gente di Valle per aver tenuto duro. E la Regione per il provvidenziale contributo. Il parroco don Alessandro ha subito colto l'opportunità per ricordare che se l'esterno della pieve è stato sistemato, è l'interno da rigenerare.
Una chiesa con le fessure proprio no, ha ammesso Zaia, assicurando che la Regione farà ancora la sua parte. Come la farà, ha aggiunto, per la messa in sicurezza della rupe sul versante del fiume Boite. Cerimonia e celebrazione si sono concluse con una festa popolare.
