Bosco dello sport, slitta per la terza volta la gara per progetto e costruzione del palazzetto
Bosco dello sport: terza proroga ufficializzata dagli uffici del Comune per la gara di progettazione esecutiva ed esecuzione lavori dell’Arena, il palazzetto dello sport previsto dalla cittadella sportiva che la giunta Brugnaro intende realizzare nonostante si siano persi 93,5 milioni di contributo europeo del Pnrr, il piano di ripresa e resilienza. Il termine per la presentazione delle offerte viene spostato ancora una volta in avanti con due settimane in più di attesa.
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No soldi, no progetti
Il termine, che era già stato spostato al 5 maggio, è stato ora prorogato al 19 maggio prossimo con apertura delle buste con le proposte che viene spostato al 23 maggio.
Per la gara dello stadio il termine per la presentazione delle offerte per progettazione esecutiva e realizzazione resta per ora fissato al 15 maggio ma non è escluso un rinvio, come è già avvenuto per il Palazzetto dello Sport, in attesa di mettere nero su bianco gli stanziamenti alternativi che copriranno, stando agli obiettivi dell’amministrazione comunale veneziana, l’investimento pubblico nell’area sportiva in terraferma.
Intanto a Firenze, che si è vista cassare il ricorso al Pnrr per il progetto del nuovo stadio Franchi che ha un vincolo come monumento di interesse nazionale, il sindaco Pd Dario Nardella è stato lasciato solo dal patron della Fiorentina, Commisso, che ha reso pubblico di non voler investire neanche un euro nel progetto. «A questo punto l’unica strada confermata possibile per avere uno stadio di calcio all’altezza di Firenze e dei tifosi è l’investimento pubblico», ha dichiarato Nardella.
Il sindaco pronto a indebitare il Comune
A Venezia il sindaco Brugnaro intende perseguire questa strada senza indugi e lo ha ribadito sia in un burrascoso consiglio comunale in cui i cittadini, con le opposizioni, ne hanno chiesto le dimissioni sia il giorno dopo in Città metropolitana quando ha rassicurato i sindaci metropolitani sul fatto che non perderanno i 50 milioni di euro per i loro 34 interventi, inseriti nel Piano integrato “Più sprint”.
L’obiettivo del Comune di Venezia è quello di ottenere la copertura del 93,5 milioni mancanti dopo la bocciatura della Commissione Europea da fondi statali. Aggiungendoci i 200 milioni di mutui e avanzi dell’amministrazione comunale.
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Meloni si chiama fuori: «Non è un’idea mia»
E mentre le opposizioni temono che questa decisione produca, nei fatti, una riduzione degli stanziamenti di Legge speciale per le tante emergenze di Venezia, il primo cittadino ribadisce che «dopo 40 anni che a Venezia aspettiamo stadio e palazzetto. Basta dire no a tutto, sempre. Per fare le cose ci vogliono le persone che hanno coraggio di farle».
Da Londra le parole della premier Giorgia Meloni non paiono rassicurare sul futuro. Ai giornalisti la presidente del consiglio dei ministri ha infatti dichiarato. «A me oggi vengono contestati progetti che non ho inserito io. Sono d'accordo con quello che dice la commissione» ad esempio sugli stadi - riportano le agenzie - ma «non è in capo a questo governo, noi lo stiamo risolvendo e lo vogliamo fare con forza e determinazione».
