Superato il livello di radon, chiusa la scuola d’infanzia don Marzari – Čok di Opicina
TRIESTE La chiusura dell’istituto e il rapido trasferimento di tutti i piccoli alunni in altre strutture scolastiche vicine a causa del superamento, rispetto alla soglia massima consentita dalla normativa, dei livelli di radon riscontrati dall’Arpa nell’edificio scolastico che ospita bambini e insegnanti.
È questo il provvedimento urgente adottato dalla dirigente scolastica Raffaella Novel, responsabile della parte di lingua italiana della scuola dell’infanzia “Don Marzari – Čok” di Opicina, subito duplicato dalla collega che si occupa della sezione slovena dello stesso istituto, Mara Petaros.
«Appena siamo stati avvisati dall’Arpa della presenza del radon in misura elevata – spiega Novel – ci siamo accordati con il Comune e con i colleghi di altre scuole vicine, per affrontare al meglio la situazione. Per questi primi giorni stiamo provvedendo con l’allestimento, al meglio delle nostre possibilità, delle aree all’aperto e della palestra della stessa “Don Marzari – Čok ”, che sono punti della scuola non coinvolti nello sforamento».
[[ge:gnn:ilpiccolo:12684732]]
«Già per l’inizio della prossima settimana – annuncia Novel – contiamo di poter trasferire i bambini, un’ottantina in tutto, suddivisi attualmente fra le due classi con lingua d’insegnamento italiana e le altre due slovene, negli spazi della scuola primaria “Carlo Lona” e di quella dell’infanzia “Marcello Fraulini”, in modo da poter assicurare alle famiglie interessate la continuità della funzione educativa».
Il radon - dal punto di vista della letteratura scientifica - è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio. Polonio e bismuto sono i prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon, che già di per sé è molto pericoloso per la salute umana, se inalato in quantità significative.
Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che, accumulandosi all’interno di abitazioni, è la seconda causa di tumore al polmone, specialmente tra i fumatori. Recenti studi statistici, effettuati dalla “United States Environmental Protection Agency”, stimano in circa 21 mila all’anno negli Usa i decessi attribuibili al radon residenziale e valori simili sono stati stimati in studi effettuati nell’ambito dell’Unione europea. Ecco perché l’Arpa effettua controlli periodici per misurare la presenza di questo gas nei centri abitati. «Consapevoli dei rischi – conclude Novel – ci siamo mossi con la massima rapidità possibile».—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
