Allungamento del Molo VII nel Porto di Trieste: tra 60 giorni il progetto firmato dalla società Icop
TRIESTE Sarà la friulana Icop, impresa che ha già costruito la Piattaforma logistica, a realizzare l’allungamento del Molo VII del porto di Trieste.
La società benefit di Basiliano si è infatti aggiudicata come assegnatario del Consorzio Eteria la gara d’appalto indetta da Trieste Marine Terminal (Tmt) per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di tutti i lavori del primo stralcio del prolungamento di 100 metri per 141 di larghezza, una sorta di dente che permetterà di fare ormeggiare navi di maggiori dimensioni. Erano state quindici le imprese, anche in forma associata, che avevano presentato la richiesta di partecipazione al bando di gara, ma solo dieci sono state invitate alla fase di aggiudicazione.
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Tmt, in accordo con l’Autorità portuale, avrebbe potuto assegnare i lavori con affidamento diretto, ma ha preferito la strada di una procedura a evidenza pubblica. L’importo a base di gara per l’intervento è di 33 milioni 387mila 887 euro e rappresenta solo una parte del più ampio progetto di allargamento e allungamento del Molo VII (si punta a 200 metri, per una spesa complessiva di 190 milioni) che Tmt si è impegnata ad attuare alla luce della concessione rilasciata nel 2015 per una durata di 60 anni.
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La scorsa estate, dopo che l’arrivo nello scalo dei tedeschi di Hhla Plt ha di fatto determinato in prospettiva la fine del monopolio sui traffici container a Trieste, era emersa la linea di contrazione dei piani di crescita della concessionaria (che nel frattempo ha visto Msc salire all’80% del pacchetto azionario e To Delta scendere al 20%), con la conferma della realizzazione della prima parte di allungamento (da chiudere, secondo il cronoprogramma nel dicembre 2025), ma anche con il contestuale slittamento del secondo lotto: nei nuovi termini dell’intesa con l’Autorità, la costruzione degli ulteriori cento metri viene indicata al 2045, tra oltre vent'anni.
«Le cose vanno avanti – commenta il presidente del porto Zeno D’Agostino – e c’è grande soddisfazione in particolare per il rispetto delle tempistiche. Molto utile che ciò accada nel momento in cui si tratta di integrare i cantieri finanziati dal privato con quelli che hanno invece il sostegno dei 105 milioni previsti dal Pnrr sul Molo VII».
Da parte sua Piero Petrucco, amministratore delegato di Icop, gruppo già socio della Piattaforma logistica di cui Hhla è primo azionista, considera «l’aggiudicazione di una così importante commessa un’ideale prosecuzione del nostro impegno a Trieste. Il tempo utile per ultimare sia la progettazione esecutiva, sia i lavori compresi nell'appalto è fissato in 586 giorni – precisa l’ad –, suddivisi in 60 per la progettazione esecutiva e 526 per l’esecuzione dei lavori veri e propri, che avrà inizio solo dopo la formale approvazione del progetto esecutivo da parte della stazione appaltante».
Il prolungamento del Molo VII, entra nel dettaglio Icop, garantirà una lunghezza netta della banchina Sud di circa 870 metri, di cui 810 operativi, che consentiranno di ospitare nello stesso momento due navi madri, fra cui una da 19.000 Teu. La nuova porzione di terminal potrà poi assicurare l’operatività di due gru di banchina Sts (Ship to Shore) con estensione del braccio fino a 24 file, necessarie per superare il limite delle 21 file degli attuali mezzi a disposizione e rispondere così alla richiesta di navigli di maggiori dimensioni.
Oltre a ciò – si legge nel comunicato della società –, sarà possibile una ridistribuzione, incrementandolo, del numero di slot per lo stoccaggio dei container sul piazzale, affinché la movimentazione possa svolgersi in modo più razionale ed efficace; l’incremento del numero degli slot realizza, altresì, un corretto bilanciamento tra la capacità di movimentazioni in banchina e le aree di stoccaggio in piazzale L’intervento sarà realizzato mediante un impalcato a giorno su pali trivellati di grande diametro, su cui poggia un graticcio di travi principali e secondarie, tutte prefabbricate e precompresse, completato da un getto di soletta in opera reso collaborante con le travi.
