Picchiò la moglie con la cintura: tre anni e tre mesi
Secondo l’accusa, dopo aver litigato con la moglie, prima avrebbe tentato di colpirla con un bastone e poi con il coltello. La donna è riuscita a mettersi in salvo e a chiamare i carabinieri che hanno arrestato l’uomo per maltrattamenti.
Ieri mattina il marito violento è stato condannato a tre anni e tre mesi di reclusione, al termine dell’udienza collegiale presieduta da Enzo Rosina. L’uomo era arrivato a colpire la moglie con una cintura, prendendola poi a calci e pugni in diverse parti del corpo, tanto da costringerla a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Asola con una prognosi di quindici giorni. Sopraffatto dall’alcol e da incontenibili crisi di gelosia aveva costretto la moglie a trovare riparo, con la figlia minore, da un’amica. Si era anche presentato sul suo posto di lavoro aggredendola e minacciandola. Le aveva persino sottratto il cellulare. L’uomo, un 50enne del luogo, nel dicembre del 2018 sarebbe tornato a casa dal lavoro visibilmente ubriaco. Da qui la probabile causa del violento litigio con la moglie. Un crescendo di violenza verbale che in breve si è trasformato in aggressione. La donna ha cercato di difendersi ma il marito avrebbe iniziato a lanciarle addosso ogni tipo di oggetti. Poi ha tentato di colpirla con bastone e coltello. A quel punto, per non essere sopraffatta e per evitare possibili gravi conseguenza fisiche, si era allontanata ed aveva chiamato il 112 spiegando ai carabinieri cosa stava succedendo. Sul posto erano accorsi i militari di Sabbioneta che si erano subito resi conto della gravità della situazione e dello stato estremamente alterato dell’uomo. Una volta bloccato e ammanettato, al termine degli accertamenti, era stato arrestato.
