Treviso, un anziano su tre ha problemi economici: tagliati esami e visite
Avanzano povertà e solitudine in provincia di Treviso e, tra i più colpiti, ci sono i cittadini dai 64 anni in su. Uno su tre, vale a dire circa 60 mila trevigiani in questa fascia d’età, lamenta difficoltà economiche e, nonostante la pensione, il 15% ha visto diminuire il proprio reddito dal 2019 ad oggi con un peggioramento della condizione economica. Un insieme di fragilità che ne alimenta delle altre.
Un anziano su cinque vive da solo, pari a 46 mila persone, e di queste 17 mila non scambia quattro chiacchiere con nessuno. Al contempo, in 35 mila (pari al 17,4%) rinunciano a visite ed esami per un insieme di fattori, tra questi incidono al 20% il reddito e per il 30% la salute percepita.
«Solitudine e povertà sono i fattori che più ci preoccupano» afferma il dottor Roberto Rigoli, direttore del sociale dell’Ulss 2, che giovedì 9 marzo ha partecipato alla presentazione di questi dati, raccolti attraverso il progetto “Passi d’argento” che ha coinvolto un campione di 1.872 trevigiani dai 64 anni consentendo di raffrontare quanto emerso con il resto della popolazione.
L’INDAGINE
Ad essere interpellati dall’indagine epidemiologica in tutto 827 uomini e 1.045 donne, distribuiti in 61 Comuni della Marca e intervistati da un team di 162 volontari nell’ambito dei “Passi d’argento”, l’iniziativa nazionale, promossa dall’Istituto superiore della sanità, coordinata dal referente Sergio Leonardi (vicesindaco di Roncade) a livello locale, che ha toccato complessivamente 18 regioni d’Italia raccogliendo 25.020 opinioni raccolte attraverso 80 domande riguardanti la qualità della vita.
LE CONTROMISURE
«Grazie a Passi d’argento abbiamo per la prima volta uno spaccato che verrà inserito nel prossimo piano di zona. Ci sarà utile per individuare investimenti, bandi e progettualità a supporto dei cittadini. In parte stiamo già sviluppando degli interventi, ad esempio con l’iniziativa “Mille colori” per rispondere alla solitudine degli anziani, avvicinandoli ai giovani» dice Paola Roma, presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 2.
GLI ASPETTI POSITIVI
L’indagine epidemiologica rivela anche alcuni aspetti positivi: uno su tutti, l’importanza degli over 64enne quale ammortizzatore sociale e familiare. In 92 mila stanno invecchiando attivamente: 1 su 4 fa attività di volontariato e 1 su 3 accudisce il nucleo familiare prendendosi cura di figli e nipotini. «Indubbiamente gli anziani rappresentano una risorsa preziosa» rileva il dottor Mauro Ramigni, direttore del dipartimento di prevenzione, «per questo i dati forniti sono una base di lavoro per implementare da parte nostra azioni sempre più efficaci a livello di azienda sanitaria e di territorio per incentivare l’invecchiamento attivo».
Altro fronte sul quale lavorare, la prevenzione. Le cadute in casa rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la perdita di autonomia; il 21% degli intervistati, circa 42 mila trevigiani over 64, è caduto nell’ultimo anno. Di questi il 16% ha riportato fratture e uno su 3 è finito in ospedale. Lavorare per ridurre il pericolo di incidente domestico, ad esempio togliendo i tappeti in camera e in bagno, rappresenta un piccolo accorgimento che potrebbe dare buoni risultati.
