Dall’Agnol: «Feltre vuole arrivare in fondo. La B sarebbe un sogno realizzato»
Attento Feltre, è tosta questa. Lorenzo Dall’Agnol tiene il Feltreghiaccio sulla corretta vita della concentrazione massima. Troppo elevato a questo punto della stagione il rischio di trasformare un’annata sin qui pressoché perfetta in una cocente delusione. Ma è il bello (o il brutto) dei playoff, i quali possono riscrivere quanto raccontato nei diversi mesi precedenti di campionato.
Eliminato il Fanano nel turno precedente, i biancorossi attendono ora la serie di semifinale contro il Gherdeina C. Sabato si gioca al Pala Feltre ed occhio all’orario insolito: 19.30, quindi un’ora più tardi delle vecchie abitudini.
È gara 1, mentre gara 2 sarà in programma tra una settimana con l’eventuale “bella” di nuovo a Feltre sabato 25.
Lorenzo, fino ad ora era difficile domandare di più come risultati e pubblico.
«Sino adesso la stagione stia andando per il meglio. Soprattutto per i numeri del tifo, in quanto ci seguono davvero in tanti e il loro supporto è fondamentale quando sei sul ghiaccio. Dopo di che, l’ultima cosa da fare in questo momento è illuderci sia tutto semplice. Già da sabato ad esempio il livello di difficoltà andrà a crescere. Però vogliamo arrivare in fondo ai playoff».
Inquadriamo il Gherdeina, seconda formazione della squadra principale militante in Alps League.
«Sono tosti, tosti davvero. Hanno appena ribaltato la serie e il fattore campo con il Real Torino nei quarti. Nella prima parte di stagione ci avevano sconfitto sia all’andata e sia al ritorno, al contrario di quanto avvenuto durante il Master Round. Sanno punirti ad ogni minimo errore».
Okay la scaramanzia, ma cosa significherebbe per te poter tornare a difendere i colori del Feltre in B?
«Un sogno realizzato. Già indossare la maglia del Feltre è qualcosa di speciale, figurarsi qualora concretizzassimo il salto di categoria».
Come va il rapporto con tuo fratello Matteo, altro trascinatore del Feltre?
«Con lui gioco ormai da tutta la vita, in effetti. Abbiamo condiviso varie esperienze qui in biancorosso e non solo, crescendo e sviluppando il nostro hockey ogni qualvolta se ne presentava la possibilità. Non manchiamo a volte di stuzzicarci, magari attribuendoci i meriti di un gol o di un assist. Ma in realtà sappiamo bene che uno necessita dell’altro per dare il contributo a questi colori».
