Siccità, l’Autorità del Po: «Stress idrico in continuo aumento nella Pianura padana»
PARMA. "La crisi idrica non molla la presa nella gran parte dell'area Padana" soprattutto nei "territori Piemontese e Lombardo" dove la situazione idrologica di "conclamato stress idrico già evidenziata un mese fa" è peggiorata nelle ultime settimane alla luce della mancanza prolungata di precipitazioni in grado di colmare, anche solo parzialmente, il deficit ereditato dalla stagione del 2022". Lo rende noto l'Osservatorio dell'Autorità del Fiume Po rilevando che "il deficit desta particolare preoccupazione per i prossimi mesi".
Al secondo incontro ufficiale dell'Osservatorio Permanente di Autorità di bacino del Po a Parma hanno partecipato rappresentanti di ministeri, regioni del distretto del Po, stakeholder e agenzie di monitoraggio delineando un quadro "di palese difficoltà che si preannuncia, per i prossimi mesi in cui prenderà il via la stagione dell'agricoltura, fondamentale per le produzioni" e richiamando ad un uso "equilibrato".
Le portate rilevate "nelle stazioni lungo l'asta del Po rimangono, al 6 marzo, ancorate a uno stato di estrema o media gravità" e, "alla vigilia della parte più consistente dei prelievi per l'irrigazione, si annuncia deficitario": San Sebastiano (TO) 26 mc/s; Casale
Monferrato (AL) 50 mc/s; Valenza (AL) 103 mc/s; Isola Sant’Antonio (AL) 124 mc/s; Spessa Po (PV) 205 mc/s; Piacenza
279 mc/s; Cremona 387 mc/s; Boretto (RE) 444 mc/s; Borgoforte
(MN) 569 mc/s; Pontelagoscuro (FE) 568 mc/s. L'Osservatorio aggiunge che "l'intrusione del cuneo salino, sempre nei rami della foce del Grande Fiume, raggiunge già nel Po di Goro i 19 chilometri di risalita delle acque salmastre".
Anche i laghi mantengono quote minime: il Garda è quello in maggior crisi con un riempimento solo del 25%", il lago Maggiore è pieno al 41,5%" e l'ente regolatore conferma la scarsità di risorsa nei bacini di valle "come mai negli ultimi 16 anni".
Le precipitazioni, prosegue l'Osservatorio, scarseggiano notevolmente e il caso del Piemonte è il più emblematico con una anomalia delle piogge fino a -85% esclusa l'area del Cuneese, secondo i dati dell'Arpa, dove c'è stata qualche nevicata ristoratrice.
L'Associazione dei consorzi di bonifica (Anbi) ha avanzato "la richiesta, condivisa dal segretario generale di AdBPo, Alessandro Bratti, di provvedere, quanto prima, ad accumulare parte della risorsa idrica oggi disponibile nelle reti di canalizzazioni dei consorzi, in anticipo sulla consueta stagionalità, per creare le migliori e più efficaci condizioni di beneficio per le falde e i pozzi ad uso agricolo, ma anche per habitat e biodiversità". Bratti ha poi rilevato che "il quadro complessivo delle derivazioni e concessioni è ancora frammentato" e sono quindi necessari "confronto e dati ufficiali delle Agenzie regionali".
