Denutrito e chiuso in casa, gattino avrà una nuova famiglia: condannata la padrona
PORDENONE. Le foto del “prima e dopo”, questa volta, ribaltano la prospettiva. Il gatto Calimero, infatti, non aveva bisogno di nessuna dieta dimagrante. Anzi. Aveva bisogno di essere curato, accudito e soprattutto amato.
Cosa che adesso avverrà grazie alla decisione del Tribunale di Pordenone, che si è espresso sul suo destino: la sua proprietaria è stata ritenuta responsabile di abbandono di animali e il gatto è stato confiscato. Ha già trovato una nuova casa.
La vicenda è stata seguita passo dopo passo dalle Guardie eco zoofile Oipa di Pordenone. È grazie a una segnalazione che, nel giugno dello scorso anno, il gattino viene trovato, denutrito e barcollante, chiuso in una casa con finestre e balconi serrati.
Una situazione che le guardie zoofile non esitano a descrivere come di «degrado e abbandono». Oltre al gatto, talmente magro che le orecchie spiccano e lo fanno assomigliare a un pipistrello, da cui il soprannome di “Pistrello”, le guardie trovano «carcasse di uccelli in stato di decomposizione morti per inedia ancora nelle gabbie».
Il gatto viene sequestrato e la proprietaria, una giovane donna, denunciata per maltrattamento di animali e in particolare per detenzione incompatibile con la loro natura e produttiva di gravi sofferenze (articolo 727 del Codice penale).
«Al nostro arrivo la donna ha dichiarato che a suo avviso il gattino, di circa un anno, “stava bene” e che viveva in camera con lei», racconta Maria Laura D’Amore, coordinatrice nucleo delle guardie zoofile dell’Oipa.
A fine gennaio il Tribunale di Pordenone ha condannato la donna al pagamento di un’ammenda di un migliaio di euro.
Il gatto le è stato confiscato ed è stato adottato da una nuova famiglia. Ora per il micio, 3,6 chilogrammi di pelo nero e occhi verdi, la fame è solo un ricordo.
