Il Polo freddo/fresco all’ex Italcementi di Trieste: 150 posti di lavoro
TRIESTE Cesare Lanati, avvolto in un gessato blu elettrico, raccoglie le idee, seduto in uno degli uffici nel palazzo Regus (ex Sasa) sulle Rive, palazzo gestito - come quelli di Cagliari, Varese, Como - dalla Bell group, la sua società attiva nel settore immobiliare, fondata una trentina d’anni fa, con quartier generale a Buccinasco nella parte sud dell’hinterland milanese.
«Tutto è partito da qui», è l’incipit del suo racconto: perché l’acquisto dell’area ex Italcementi all’imbocco del Canale navigabile e la futura trasformazione di questo spazio da 50.000 metri quadrati in un polo freddo/fresco traggono origine proprio dallo sbarco di Lanati in riva Gulli 12. Avvenuto non tanto tempo fa - saranno trascorsi sei mesi - quando l’imprenditore milanese aveva rilevato la conduzione dell’edificio dalla Copernico.
[[ge:gnn:ilpiccolo:12193187]]
L’inizio
E lì, davanti ai circoli nautici, incontrò il veneziano Giovanni Rocelli, ieri mattina presente al colloquio, che con ReOil nel 2017 aveva acquistato da Italcementi quell’appezzamento sul Canale. Lanati, che per ragioni familiari possiede solide radici nel settore logistico, intuì l’opportunità suggerita da quel sito dotato di una banchina portuale, dove inizialmente Rocelli pensava di realizzare un impianto per riciclare gli olii usati.
Ma Lanati cambia destinazione: la zona gli sembra propizia per costruire un grande “frigorifero” da 25.000 metri quadrati, in grado di conservare il freddo e il fresco all’interno di celle da varie dimensioni. E spiega che il freddo funziona a - 28° surgelando gli alimenti, mentre il fresco alza la temperatura - a seconda si tratti di pollame, carne, salumi, formaggi - tra 0, 2-4, 6 gradi. Lo definisce un contenitore multi-temperatura.
[[ge:gnn:ilpiccolo:12270430]]
Posti di lavoro
Perché l’idea assuma tangibile rilievo, Bell group, come “quotista” di un importante fondo internazionale, cura l’acquisto della proprietà da Rocelli e investe nell’operazione freddo/fresco 40 milioni di euro, con l’obiettivo di ristrutturare anche la banchina sul Canale, che costituisce il vero salto di qualità in questo business. Il compound del gelo potrà occupare perlomeno 150 persone.
E dovrà essere di flessibile utilizzo. Lo spiega Lanati affrontando un passaggio importante: Bell group svilupperà questo progetto, ma non lo gestirà. Quando la struttura sarà approntata, troverà un operatore del settore che ne seguirà l’attività. Sarà un importatore o un esportatore? «Vedremo» risponde Lanati che si dà una scadenza: il polo freddo/fresco sul Canale dovrà essere terminato entro la fine del 2024, cioè da oggi poco più di un anno e mezzo di tempo.
Le prossime tappe
Entro una decina di giorni una primissima tappa: è previsto che abbiano inizio le demolizioni dei fabbricati esistenti, 3.000 metri quadrati relativi al capannone e 200 mq concernenti gli uffici. Non ci sono problemi di bonifica, il terreno è affrancato dagli obblighi del Sin, da cui è uscito - puntualizza Rocelli - nel novembre 2020. Le amministrazioni pubbliche di riferimento sono il Comune e l’Autorità portuale, che tra l’altro è controllante di Coselag, il consorzio industriale ex Ezit.
Interessante notare come l’industria del freddo/fresco assuma crescente rilevanza negli orientamenti economici del territorio. L’Autorità portuale vuole realizzare un polo in Carso, nell’area della Stazione di Prosecco, per il quale ha chiesto un finanziamento Pnrr: in tale contesto troveranno posto i mercati ortofrutticolo e ittico del Comune. Lo stesso Comune sta colloquiando, sia pure in un’ottica diversa, con Mercato metropolitano di Andrea Rasca, che ha buttato l’occhio sugli anni Trenta di Camillo Jona in via Carducci.
RIPRODUZIONE RISERVATA
