Sono 6mila gli schiavi dell’alcol, in campo i gruppi dei familiari
È come un fiume in piena e non travolge solo chi soffre di bere compulsivo ma inonda tutto quello che c’è attorno: mogli, mariti, figli e genitori. In pratica il resto della famiglia, costretto a convivere con i problemi dell’alcolista.
Ma oggi la famiglia di una persona che soffre di dipendenza dall’alcol può contare su un aiuto in più. Sono i gruppi familiari Al-Anon e Alateen: i primi sono i parenti degli alcolisti, i secondi gli adolescenti le cui vite sono state influenza del bere di un membro della famiglia.
Lo slogan è semplice e immediato: «Soffri per il bere di un’altra persona? I gruppi familiari di Al-Anon possono aiutarti». Tutto nasce in Italia nel 1976 e nel Mantovano poco più di vent’anni fa. Attualmente i gruppi dei familiari di alcolisti sono quattro: Mantova, Quistello, Volta Mantovana e Rivoltella, quest’ultimo anche se bresciano fa parte del distretto di Mantova. Domenica 26 marzo alle 14.30 nella sede del Sert di Mantova, in via Hrovatin (ingresso secondario da via Ilaria Alpi) l’associazione invita le persone che hanno un familiare con problemi legati all’alcolismo a partecipare a un incontro aperto per conoscere attività e finalità. Saranno presenti alcolisti e loro familiari.
Nel Mantovano si stima che siano almeno 80mila le persone che hanno un rapporto a rischio con il bere (forti bevitori, ndr) e che siano circa seimila quelli che invece sono alcolisti. «Il bere compulsivo di un familiare o di un amico non colpisce solo l'individuo, ma coinvolge l'intero gruppo familiare – spiega il rappresentante del distretto di Mantova – chiunque condivida l'esistenza o la vicinanza con un bevitore problematico vive in uno stato di continuo e profondo disagio, di ansia, vergogna, solitudine e paura nel caso in cui il soggetto sia anche violento. A questi aspetti di carattere psicologico se ne associano molto spesso altri di ordine pratico ed economico, sempre comunque negativi».
Ecco perché è facile intuire che chi vive a contatto con un bevitore problematico abbia bisogno di un recupero, tanto quanto chi ha il problema con l'alcol, e quando sarà riuscito a trovare una certa dose di equilibrio avrà anche l'opportunità di svolgere un importante ruolo nell'agevolare il recupero del familiare o di un amico. L'unico requisito per far parte di un gruppo familiari di Al-Anon e Alateen è di avere un parente o un amico per cui l'alcol sia divenuto un vero problema.
Non ci sono quote da pagare: i gruppi sono autonomi e si autofinanziano. Per statuto e tradizione i gruppi non possono accettare sovvenzioni dall'esterno, nemmeno dalle istituzioni. L'anonimato è inteso come discrezione e tutela dei membri e dei loro familiari e amici che hanno problemi con l’alcol. I gruppi Al-Anon e Alateen si riuniscono da una a due volte alla settimana per discutere dei problemi che nascono dalla convivenza o vicinanza con un bevitore.
«Solo la condivisione di esperienze comuni e la solidarietà che si incontra nel gruppo – spiega ancora il referente di Al-Anon – permettono di affrontare meglio le difficoltà del vivere con il problema del bere compulsivo. Di solito il familiare arriva sconvolto, arrabbiato, con una valanga di sentimenti negativi, perché poi insorgono anche problemi economici e di violenza domestica. Attraverso un programma di recupero, che è lo stesso dei dodici passi degli alcolisti,e le testimonianze di chi ha superato il problema e la letteratura siamo in grado di aiutare a superare questo enorme ostacolo».
