Spray urticante al liceo, venti intossicati: ecco cosa è successo al Carducci di Trieste e cosa rischia l’autore del gesto
TRIESTE Uno scherzo, a una goliardata. Così, tanto per divertirsi un po’. Ma nessuno, nella sede succursale di via Corsi del liceo Carducci-Dante, si è divertito. Sono venti i ragazzi rimasti intossicati dallo spray urticante che uno studente ha spruzzato improvvisamente a scuola durante un momento di intervallo. Era circa mezzogiorno.
L’istituto è stato evacuato: i giovani sono usciti rapidamente e nonostante la confusione non si sono verificate scene di panico. Sul posto sono intervenute due ambulanze e un’automedica del 118 che hanno prestato le prime cure agli studenti con sintomi da orticaria: soprattutto irritazione della pelle e lacrimazione degli occhi.
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Fortunatamente nessuno dei ragazzi ha accusato complicazioni di rilievo, come le pesanti difficoltà alla respirazione che un prodotto del genere può potenzialmente provocare, e non è stato necessario il trasferimento in Pronto soccorso. Ad alcuni è stato però applicato l’aerosol in ambulanza. I soccorritori inviati dal Sores erano in grado di gestire eventuali allergie.
Sono intervenuti anche i Vigili del fuoco con le squadre specializzate del Nucleo Nbcr (nucleare - biologico - chimico - radiologico) insieme ai Carabinieri della Stazione di via Hermet e del Nucleo radiomobile.
Gli accertamenti sulla esatta dinamica dell’episodio sono ancora in corso, naturalmente anche per risalire al responsabile del gesto. Al momento non si sa ancora se si tratti di un minorenne o di un maggiorenne.
I militari dell’Arma stanno raccogliendo le testimonianze degli studenti e dei docenti in servizio. Nelle prossime ore i Carabinieri forniranno un’annotazione alla Procura di Trieste per l’apertura di un’indagine.
Si pensa comunque a una “bravata”, null’altro, che però potrebbe avere conseguenze giudiziarie anche pesanti. Sono quattro i reati ipotizzabili: il porto abusivo di oggetti atti a offendere (lo spray al peperoncino), le lesioni (i ragazzi che si sono sentiti male dopo aver inalato la sostanza urticante e che quindi hanno avuto bisogno delle cure del 118), l’interruzione di pubblico servizio (la necessità di evacuare la scuola e quindi di interrompere le lezioni e le attività in corso) e, infine, il procurato allarme.
«Uno scherzo sciocco che avrebbe potuto comportare rischi gravi», osserva la dirigente Oliva Quasimodo. «Lo studente responsabile, come previsto dal regolamento scolastico, oltre alle conseguenze giudiziarie riceverà una sanzione disciplinare».
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