Caro bollette, l’hotel di Trieste che ha già messo i piumini nelle stanze per risparmiare
TRIESTE «La paura più forte adesso è l’aumento del gas, nel frattempo ho già inserito nelle camere i piumini, e a breve li sostituirò con quelli più pesanti. Quando dovremo accendere il riscaldamento i costi saliranno alle stelle, una prospettiva che preoccupa tantissimo». Sarah Rosani, titolare dell’hotel Bristol a Trieste, è corsa ai ripari posizionando nelle stanze le coperte più spesse. «Già l’energia elettrica è raddoppiata, almeno cerchiamo di risparmiare sul resto finchè si può, in un periodo in cui, per fortuna, i condizionatori non si utilizzano più e non fa ancora così freddo da dover riscaldare gli ambienti».
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Ma il timore è grande guardando a novembre, «mese in cui di solito il meteo cambia, anche se in parte abbiamo già assistito a una diminuzione delle temperature. La speranza è che la situazione resti stabile almeno per un bel po’, per contenere i consumi. Purtroppo però, già con gli aumenti attuali, il guadagno finale è molto limitato, si è ridotto all'osso».
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La responsabile della struttura si rifiuta di rincarare il prezzo delle camere, «non me la sento, rischierei comunque un effetto boomerang, magari recensioni negative da parte dei clienti. Certo è che il riscaldamento fa davvero paura. Nel settore dovremo tutti impegnarci al massimo per piccoli e grandi accorgimenti in grado di risparmiare. Sarà una fatica e un impegno in più che, francamente, non serviva. Avremmo voluto dedicarci a ben altro». Almeno, aggiunge Rosani, «i turisti non mancano, in questi mesi sono tanti e questo ci rende felici, ma dopo due anni di Covid, stop e prolungate restrizioni, adesso che si ricomincia a respirare e lavorare bene tutti gli introiti finiranno per pagare le bollette. Assurdo». m.b.
