Campo Marzio: ecco come cambia l’area alla fine delle Rive di Trieste
TRIESTE L’area di Campo Marzio si prepara a cambiare completamente volto. Ingabbiata nei giorni scorsi l’ultima parte della stazione ferroviaria, che sarà quindi ristrutturata a breve, proseguono i lavori che interessano il palazzo confinante, l’ex meccanografico, mentre il terzo edificio sulla strada, l’ex scuola professionale delle ferrovie, è tornato in vendita da qualche giorno. Ma se i vari cantieri di fatto miglioreranno il volto dell’area, secondo chi lavora nella zona vanno risolte anche altre problematiche, che riguardano soprattutto la viabilità, i parcheggi e i servizi ai tanti camionisti diretti al varco portuale.
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Partendo dall’ultima opera avviata in ordine di tempo, le impalcature sono state posate nei giorni scorsi nella parte della stazione ferroviaria rivolta verso il mare. Quella che ospitava anche il noto locale “Tender”, ormai chiuso da anni, proprio in vista della maxi opera di ristrutturazione. Roberto Carollo, ingenere ferroviario, ricorda che «si tratta di un nuovo tassello, fondamentale, del cantiere. Il prossimo sarà la sistemazione interna degli ambienti di quella che è destinata a diventare una stazione-museo, con l’arrivo e la partenza di treni speciali, che rappresenteranno un importante volano per il turismo della città».
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Proseguono intanto i lavori che, con un investimento da 4,6 milioni di euro, trasformeranno l’ex meccanografico nella nuova sede di Esatto. Un intervento imponente, illustrato nel novembre del 2021, che renderà operativo l’attuale fabbricato, realizzato negli anni ’80 dalle Ferrovie dello Stato e mai completato, acquisito dall’amministrazione comunale nel 2005. Torna in vendita poi con un nuovo avviso datato 20 settembre 2022, l’edificio di Riva Ottaviano Augusto 22, tre livelli per complessivi 1.400 metri quadrati, già proposto due anni fa sul mercato. L’immobile, che una volta ospitava l’ex scuola professionale delle ferrovie, si presta a vari utilizzi e nell’avviso si precisa «da destinare ad uso ricettivo, turistico o alberghiero (no residenziale). Necessaria ristrutturazione totale».
Il sindaco Roberto Dipiazza evidenzia che «parlando delle modifiche della zona vanno sicuramente ricordati anche l’abbattimento dell’ex piscina terapeutica crollata, al posto della quale sorgerà il nuovo impianto, e anche il progetto presentato dal presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti, che prevede alberghi, un marina e altre strutture collegate al Parco del mare. Tutti elementi che contribuiranno al rilancio dell’area».
Dall’altra parte della strada, su via Giulio Cesare, il primo cittadino sottolinea anche «lo spostamento del mercato ortofrutticolo, un altro step importante per una zona che si prepara quindi a cambiare radicalmente nei prossimi anni».
Cristina Cecchini, che gestisce l’Ausonia, solleva però diversi problemi, che nei progetti attuali non vengono affrontati: «A mio parere serve anche intervenire sulla viabilità e sulle difficoltà che manifestano spesso i tanti camionisti presenti nella zona. Il piazzale davanti allo stabilimento, ad esempio, non è di nostra proprietà ma lo puliamo noi, e c’è di tutto. Mancavano anche i cestini, che abbiamo installato per evitare di raccogliere i rifiuti da terra. D’inverno poi ci siamo ritrovati più volte l’ingresso bloccato da tir o rimorchi fermi. E lo spazio ci serve per entrare ed effettuare le consuete manutenzioni». Cecchini suggerisce anche «servizi adeguati da creare sempre per i camionisti, che ne hanno davvero bisogno. Non c’è nemmeno un wc chimico, spesso ci chiedono di utilizzare i nostri bagni. Non ce la prendiamo con loro, che lavorano e che avrebbero bisogno di spazi adeguati, ma prima di parlare di riqualificazione della zona attendo ci sia un miglioramento deciso anche su questo fronte».
Pensieri condivisi in parte pure da Viktor Dudine, titolare del chiosco all’esterno del bagno Lanterna: «Anche da noi i camionisti chiedono di utilizzare il wc spesso, non hanno altri servizi qui, ma soprattutto credo sia fondamentale pensare ai parcheggi – sottolinea –. Già ora mancano, quando ad esempio vengono interdetti per l’arrivo delle crociere, e considerando i tantissimi bagnanti che d’estate frequentano il Pedocin i posti si esauriscono presto, serve aumentarli e riorganizzarli».
