Il dialogo Elkann-Collison: “Il prossimo colosso hi-tech può nascere nel settore green”
«Exor punta sugli investimenti in tech». Alla vigilia del suo dialogo con Patrick Collison, ceo e co-fondatore di Stripe, John Elkann ribadisce i punti chiave della strategia digitale della holding. L’ amministratore delegato, in una intervista a Bloomberg, spiega che la finanziaria ha investito un miliardo in 70 start up in cinque anni, con particolare attenzione al settore della transizione energetica, dal nucleare di nuova generazione (newcleo) all'unicorno americano Crusoe. «Con l'industria della mobilità che sta vivendo la trasformazione più radicale dell'ultimo secolo – dice Elkann - abbiamo iniziato a essere più coinvolti nel settore tech e a lavorare con il mondo del venture capital. Non posso escludere che a un certo punto in futuro Exor realizzi un grande investimento nel tech, ma al momento non è il nostro obiettivo: preferiamo un approccio diverso, accompagnando passo a passo la crescita delle startup».
Exor Seeds ha lanciato proprio all'Italian Tech Week lo scorso anno Vento - Venture Originator il programma di venture building durato quattro mesi, durante i quali 30 aspiranti imprenditori hanno affrontato e superato tutti gli step necessari per la realizzazione di una startup.
Secondo Elkann, in questo momento, «c'è molto fermento nell'ambito della transizione energetica, non solo per l'auto: a un certo punto credo che da questo settore vedremo nascere una società da un trilione di dollari». Un colosso da mille miliardi, il traguardo raggiunto da Tesla.
Concetti che saranno approfonditi oggi alle Ogr, nella discussione con Collison che assieme al fratello ha lanciato il sistema di pagamenti Stripe. Oggi è usato da oltre 3 milioni di siti di ecommerce, dai grandi colossi del settore ai negozi di artigianato. Nel 2011 ha toccato la valutazione di 95 miliardi di dollari dopo aver raccolto negli anni 2,2 miliardi da 39 investitori. A dodici anni dalla sua fondazione, Stripe continua a essere tra le aziende che crescono maggiormente in Silicon Valley. Oggi ha circa 4.000 dipendenti e clienti in 120 paesi per un giro d'affari che nel 2021 è stato di 12 miliardi di dollari. La pandemia ha dato un'ulteriore spinta al commercio online, consentendo a Stripe di sfiorare i 100 miliardi di dollari di valutazione. Tanti, abbastanza da lasciare basiti anche i più scettici della Bay Area.
