Ateneo, palazzo S. Tommaso torna all’antico splendore
PAVIA
Rinasce palazzo San Tommaso, gioiello architettonico nel cuore della città e prima sede dell’università di Pavia, dove adesso studiano oltre ventimila studenti.
La struttura ospiterà l’intera area di scienze umanistiche dell’Ateneo che, su questo complesso intervento di restauro, ha dirottato oltre 4,3 milioni di euro, tassello di un più ampio piano di recupero che prevede anche la sistemazione dell’ala che si affaccia su via Cavallotti. Lavori dal costo complessivo di oltre 10 milioni, «il 40% ottenuti attraverso il successo di bandi pubblici», ha sottolineato il rettore dell’Ateneo Francesco Svelto durante l’inaugurazione di ieri.
Spazi di prestigio
Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Fabrizio Fracassi, la prefetta Paola Mannella, le forze dell’ordine, il direttore e il presidente della zona pavese di Assolombarda, Francesco Caracciolo e Daniele Cerliani, il commissario straordinario della Camera di commercio Giovanni Merlino, il rettore del collegio Borromeo Alberto Lolli. Un edificio sul quale l’attenzione dell’ateneo si è concentrata alcuni anni fa. Prima con l’intervento sulla biblioteca. E ora con il restauro dei circa 1500 metri quadrati che si affacciano su piazza del Lino e che a breve accoglieranno i docenti delle sezioni di Lingue e di Arti performative. «Spazi, di grande prestigio», li definisce il rettore che poi aggiunge: «Sono stati recuperati per dare rinnovato slancio alla nostra università, alla nostra area umanistica, di grande e lunga tradizione».
In accordo con la Soprintendenza, sottolinea Alessandro Greco, delegato del rettore all’Edilizia, sono stati scelti i colori del giallo e del grigio per valorizzare l’imponente facciata. Sono stati ridefiniti gli spazi interni e recuperate le due torrette che contraddistinguono questo edificio dalla storia secolare, come ricorda il professor Maurizio Harari, già direttore del dipartimento di Studi Umanistici, guidato ora da Luca Vanzago. «Questa è stata la prima vera sede dell’università di Pavia e ora gli umanisti tornano negli spazi che li accolsero ai tempi del Medioevo», precisa il professore Harari, mentre il sindaco parla di «luogo dall'alto valore storico che merita rispetto» e promette la sistemazione di piazza del Lino. San Tommaso fu monastero benedettino, le cui tracce risalgono all’anno 889, e poi caserma militare, dopo la soppressione del Seminario generale, a fine 1700. «Un esempio – sottolinea il rettore – di come la modernizzazione sia avvenuta, paradossalmente, riportando a nuova vita l’antico e come l’ateneo sia stato un attore protagonista. In un periodo storico come questo, in cui si parla di rigenerazione urbana e protezione del suolo, dobbiamo seguire in larga misura l’esempio di chi nei secoli ci ha sapientemente preceduto».
Recuperare via Cavallotti
La terza fase riguarderà il recupero del lato che si affaccia su via Cavallotti. «Si sta redigendo la progettazione esecutiva – fa sapere il rettore Svelto –. Abbiamo presentato una proposta, nell’ambito di un finanziamento ministeriale per edilizia universitaria, che riguarderà da un lato l’ampliamento della biblioteca, con l’aggiunta di 2200 mq sul lato che si affaccia su Via Cavallotti e, dall’altro, interesserà anche due aule». Il rettore sottolinea poi come «la riqualificazione di edifici di grande pregio storico, che nei secoli avevano avuto altre destinazioni, sia stata, in questi anni, fondamentale per la crescita dell’università di Pavia che sta avendo una connotazione sempre più marcata di città campus». —
Stefania Prato
