Europa avanti divisa, non ci sarà il price cap comune sul gas. La Germania va per conto suo e avvisa “Troppo rischioso”
La montagna non ha partorito neppure il topolino, al massimo un formica. “Il price cap al gas non è sul tavolo oggi”, ha dichiarato poco fa Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, arrivando al Consiglio straordinario dei ministri europei dell’Energia. “Mi aspetto che andremo avanti passo dopo passo, implementando le misure strada facendo. Potrebbe essere il prossimo punto in agenda”, ha precisato. Del resto ieri la Germania ha spiazzato tutti muovendosi per conto suo. Il tetto ai costi del gas in Germania ci sarà ma perché Berlino pagherà la differenza che non andrà a carico delle bollette dei suoi cittadine. Svanisce quindi per ora l’ipotesi di un fronte comune europeo auspicato da diversi paesi tra cui, molto energicamente, anche dall’Italia.
E infatti poco fa il governo tedesco ha ribadito il suo no al price cap generalizzato al gas. Non per “ragioni ideologiche”, ma perché è necessario “garantire la sicurezza degli approvvigionamenti” e con un tetto su tutte le importazioni “c’è un alto rischio che il Gnl vada verso l’Asia o altrove”. Lo indicano fonti diplomatiche europee in vista dell’Eurogruppo di lunedì. Il rischio per Berlino, spiegano, è che il caro energia diventi “un problema ancora più grande” tagliando l’Europa fuori dalle forniture. L’unica soluzione accettabile per il governo tedesco, sottolineano ancora le stesse fonti, è quella di negoziare direttamente con i fornitori. L’Ue deve trovare sul tetto al prezzo del gas una via che tutti i 27 Stati membri possano accettare” ha detto la commissaria europea all’energia Kadri Simson arrivando alla riunione. “Poiché diversi Stati membri si aspettano soluzioni diverse, la Commissione deve presentare un’idea che goda di un ampio sostegno”. “Dobbiamo respingere ogni atto deliberato contro le infrastrutture energetiche europee” e “saremo pronti a una risposta forte e unita” davanti ad altri attacchi, ha anche aggiunto il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Jozef Sikela, Quanto accaduto in settimana è “un tema estremamente serio, penso che non sia una coincidenza”, ha evidenziato.
Che le cose non si stessero mettendo bene lo si era capito già dalle voce trapelate nei giorni scorsi. “La proposta di un price cap allo stesso livello per tutto l’import del gas è una misura radicale che comporta rischi significativi legati alla sicurezza di forniture di energia”, avevano sottolineato ieri fonti Ue spiegando il testo presentato ieri sera dalla Commissione sugli interventi sul mercato dell’energia. “E’ una valutazione di bilanciamenti, vantaggi e rischi. Non credo che stiamo dicendo ‘no a 15 Paesi membri, diciamo che è meglio mettere un price cap al gas russo e negoziare” con i singoli fornitori i prezzi dell’energia, avevano aggiunto le stesse fonti.
L'articolo Europa avanti divisa, non ci sarà il price cap comune sul gas. La Germania va per conto suo e avvisa “Troppo rischioso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
