Chirurghi dell’Asl/To4 operano anche nel privato per ridurre le liste di attesa
IVREA. Chirurghi dell’Asl/To4 a operare nelle cliniche private Pinna Pintor e Santa Caterina, a Torino. È quando prevede la convenzione stipulata tra l’azienda sanitaria e le strutture nell’ambito delle iniziative messe in campo per abbattere le liste di attesa. Le cliniche si occuperanno di chiamare le persone da operare da un elenco di pazienti in lista di attesa dall’Asl/To4, provvederanno alla disponibilità della sala operatoria una o due volte la settimana con l’anestesista e il personale infermieristico (incluso lo strumentista), assistenza e ricovero pre e post-operatorio. A operare nelle due cliniche saranno medici delle strutture di ortopedia di Ivrea e Chivasso, chirurgia Ciriè, oculistica e otorinolaringoiatria di Chivasso. In sostanza, i pazienti saranno operati e gestiti dal servizio pubblico, ma in uno spazio e con servizi messi a disposizione dal privato.
La convenzione viene da lontano. Nel maggio scorso l’Asl/To4 aveva pubblicato una manifestazione di interesse per acquisire disponibilità di strutture a fornire spazi e servizi per interventi chirurgici programmati per smaltire le liste di attesa. A rispondere, Pinna Pintor, del gruppo Policlinico di Monza e Santa Caterina da Siena. Da qui, la stipula della convenzione.
Quanto alle risorse, era stata la stessa Regione ad assegnare risorse aggiuntive alle Asl per il recupero delle liste di attesa. Per l’Asl/To4, la somma assegnata è di poco più di 4 milioni e 300 mila euro. Di questa cifra, un milione e 800mila euro sono per gli interventi chirurgici.
Da dati risalenti allo scorso maggio, gli interventi chirurgici da recuperare in tutta l’Asl/To4 erano poco più di 10mila, con un 16% di pazienti in lista d’attesa residenti fuori dai confini dell’azienda sanitaria. La direzione guidata da Stefano Scarpetta aveva spiegato che il piano di smaltimento delle liste di attesa è complesso e composto da varie azioni, dall’aggiornamento puntuale dei dati e la disponibilità a collaborare tra le varie aziende sanitarie, specialmente quelle contigue territorialmente alla capacità di incrementare la propria attività e l’integrazione con il privato accreditato.
E nella stessa delibera di convenzione, la direzione chiarisce di aver messo in campo tutte le azioni possibili con l’implementazione interna dell’attività di sala operatoria e anche ricorrendo a sedute aggiuntive extra-orario, in regime di prestazioni aggiuntive. Sottolinea, però, le risorse interne non sono sufficienti per garantire in tempi brevi il recupero. Di qui, la convenzione con Pinna Pintor e Santa Caterina.
Legge la delibera come una nuova e forte spinta verso la sanità privata Giuseppe Summa, sindacalista Nursind, e ne chiede il ritiro. Chiede anche un incontro urgente per discutere la questione che, va detto, era nell’aria da un po’.
«Francamente siamo basiti – dice –. Ci troviamo con questa delibera e su un argomento come questo non c’è stato un confronto per capire se, numeri alla mano, ci fossero soluzioni alternative. Siamo davvero sicuri che non si poteva fare diversamente? Perché non si sono esplorate in dettaglio altre possibilità interne? Ormai pare evidente la forte spinta verso la sanità privata, che parte dalla Regione e passa anche dall’Asl/To4». E aggiunge: «Proprio a maggio avevamo chiesto l'istituzione di un tavolo permanente sulle liste di attesa e in un incontro avvenuto ad inizio agosto, quando già si parlava di questa convenzione, avevano ribadito la necessità di confrontarsi prima di rivolgersi al privato. Prendiamo atto che non è accaduto».
